La vendemmia del Castel del Monte

La vendemmia del Castel del Monte


La vendemmia della Doc Castel del Monte- Impressioni di fine settembre 

In Puglia, alle pendici di Castel del Monte, si è appena conclusa la raccolta delle uve bianche, mentre la raccolta delle uve nere è ai blocchi di partenza. Proprio qui, a promuovere il territorio della cosiddetta “Puglia Sveva”, insieme alle eccellenze vitivinicole, una DOC (DOC Castel del Monte) e tre DOCG (Castel del Monte Bombino Nero DOCG, Castel del Monte Rosso Riserva DOCG e Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG), c’è il Consorzio di Tutela Vini DOC Castel del Monte. Nato nel 1998, con sede a Corato, il Consorzio riunisce più di 800 viticoltori dell’areale e 20 cantine. All’attività di promozione in senso stretto, si aggiungono quelle più tecniche e di monitoraggio che, ogni anno, garantiscono una produzione enoica ottimale dal punto di vista qualitativo e fortemente legata al territorio.

Il Consorzio è stato il primo nel Sud Italia a proporre ai propri associati un ferreo piano di controlli qualità, svolti da Valoritalia, società leader nelle certificazioni vitivinicole in Italia, evidenziando sin da subito un ruolo da protagonista nell’incremento del livello dei vini della denominazione e nella promozione, in Italia e nel mondo.

Il Presidente del Consorzio Vini Doc Castel del Monte, Francesco Liantonio, commenta i primi risultati relativi all’annata 2020: “La qualità delle uve è ottima, grazie a un andamento climatico pressoché perfetto. Quest’anno le stagioni hanno scandito egregiamente il tempo e hanno permesso una maturazione delle uve giusta ed equilibrata. L’eccellente qualità purtroppo non corrisponde alla medesima quantità. Abbiamo già riscontrato un calo produttivo nelle uve bianche, bombino bianco, chardonnay, moscato. Da una prima ipotesi legata alla vendemmia delle uve nere, che sta per iniziare, possiamo stimare un calo delle rese del 20% relativo al bombino nero e al nero di troia. Siamo molto ottimisti e positivi relativamente alla produzione 2020, sicuramente un’annata che rimarrà nel cuore dei consumatori.

Il nero di troia esprime le sue massime potenzialità soprattutto nei vigneti in altura; questa condizione facilita il percorso qualitativo di questo vitigno, sempre più apprezzato dai consumatori italiani e internazionali. Quest’uva dà vita a vini dal gusto rotondo, armonioso, importante ed elegante. Un vino che racconta millenni di storia della nostra terra, che sorge alle pendici del maniero federiciano. Una terra che vede sempre il sole e che permette lo sviluppo di rigogliose piantagioni.

Il Bombino nero d’altro canto, nel 2020 sarà il principe del vino rosa italiano, fragrante, ricco, vanigliato, acidulo. Una qualità eccezionale, seppure anche in questo caso, la quantità non sarà in linea con le aspettative. Andrà letteralmente a ruba. Gli amanti del vino lo adoreranno.”