Comune di Umbertide

  • Telefono: 075 94191
  • Fax: 075 9419240
  • Sitoweb: Umbertide
  • Sede Amministrativa
    P.zza Matteotti, 1 6019 Umbertide (Perugia)

Origine del nome

Attestato con il nome di Fract filiorum Uberti (fratta dei figli di Uberto), in riferimento alla tradizione che ritiene il paese costruito da uno dei figli di Uberto, col nome di Fratta. Assunse il nome attuale nel 1863, in onore dell'allora principe ereditario.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 16656
  • Altitudine: 247
  • Superficie: 200,83 km²
  • Santo Patrono: Madonna della Reggia - 8 settembre
  • Codice ISTAT: 054056
  • Codice Catastale: D786
  • PEC: comune.umbertide@postacert.umbria.it
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Luca Carizia


Storia

Se pure antichissima, è ancora incerta l'origine della città di Umbertide. Alcuni studiosi la ritengono fondata dagli Etruschi, altri dall'antico popolo degli Umbri. Una tradizione diffusa vuole che Umbertide sia stata fondata, col nome di "Pitulum" o di "Oppidum Saepis", da soldati Romani delle legioni del Console Flaminio, scampati alla disastrosa battaglia del Trasimeno (217 a.C.), i quali si sarebbero sparsi in fuga disordinata per le montagne a ridosso del lago, che avrebbero poi ridisceso per raggiungere la valle del Tevere. Alcuni autori affermano che il nome di questo primitivo insediamento fosse "Tusicum", altri, per indicare l'antico centro romano, usano i nomi di "Forum Bremitii" o "Forum Julii". Certo è che, in periodi anche recenti, sono stati rinvenuti nel sottosuolo di Umbertide e nelle zone circostanti numerosi reperti di età romana. L'antica "Pitulum" sarebbe stata distrutta dai Goti (si pensa agli Ostrogoti, al comando di Totila, il quale ne avrebbe poi smantellato le mura). La riedificazione dell'antico centro, secondo fonti accreditate, avvenne nel 790, per opera di Ingilberto, Ugo e Benedetto, figli di Uberto (o Umberto) Ranieri, i quali avrebbero ricostruito Fratta sulle rovine di Pitulum. Le prime notizie certe e storicamente documentabili di Fratta iniziano dal 1189. Nel mese di gennaio di quell'anno, il marchese Ugolino di Uguccione dei Marchesi di Castiglione fece dono alla città di Perugia di tutte le sue terre e dei castelli, fra i quali "la Fratta dei Figliuoli di Uberto (Fracta filiorum Uberti), una delle principali terre e castelli che abbia oggi in suo potere la città di Perugia". Da questo momento Fratta seguì lungamente le vicissitudini di quella città. Dal 1362, pur continuando a dipendere da Perugia, Fratta ebbe propri Statuti che furono riformati nel 1521. Fu baluardo perugino verso nord per tutto il lungo periodo medievale e subì distruzioni e saccheggi, i più gravi dei quali quelli compiuti dai 200 cavalieri del re Ladislao di Napoli (1406) al comando di Giulio Cesare da Capua e da Braccio Fortebracci da Montone, allorché mirava a diventare Signore di Perugia (1402). Il Fortebracci, nel 1394, aveva già tentato di impadronirsi della Rocca di Fratta con un'incursione notturna, ma prima di entrare nel castello fu sorpreso, catturato e rinchiuso prigioniero nella stessa Rocca. Per ottenerne la liberazione i fratelli di Braccio dovettero cedere a Biordo Michelotti, capo dei popolani perugini, il castello di Montone. In seguito la città corse un altro grave momento di pericolo, quando l'esercito toscano (1643) si inoltrò nel territorio pontificio per affermare la supremazia dei Signori di Firenze sullo Stato della Chiesa. I Fiorentini a più riprese tentarono di occupare Fratta, ma alla fine, forse scoraggiati da una grande piena del Tevere, lasciarono l'assedio e si ritirarono in Toscana. Gli abitanti attribuirono la grazia di essere scampati alla furia delle truppe assedianti all'antica immagine della Madonna venerata nella chiesa di S. Maria della Reggia , e da allora la scritta F.O.V. posta sotto lo stemma civico assunse il significato di "Fracta Oppidum Virginis". Per oltre cento anni nel territorio vi fu un lungo periodo di pace, turbato dopo il 1798 dall'arrivo delle truppe Francesi che si abbandonarono ad atti di vandalismo e saccheggio. Furono asportati o danneggiati dipinti nelle chiese di S. Maria della Pietà e di e S. Bernardino , mentre si salvò miracolosamente la tavola con la "Deposizione dalla Croce" di Luca Signorelli, nella chiesa di Santa Croce , e la Pala del Pomarancio nel convento annesso alla chiesa di S. Francesco. Il governo napoleonico, tuttavia, apportò significativi cambiamenti ed elevò Fratta al rango di città (1812). Nel 1860 Fratta fu annessa con tutta l'Umbria al Regno d'Italia. Con l'unità d'Italia si costituirono le prime amministrazioni comunali e Fratta ebbe il suo primo governo locale. Il 25 gennaio 1863 il Consiglio Comunale, con voto unanime, stabilì di cambiare il nome di Fratta in quello attuale di Umbertide, in onore dei figli di Uberto, antichi riedificatori della città (Fracta filiorum Uberti). Umbertide subì in modo particolarmente drammatico gli ultimi eventi bellici, quando venne fatta oggetto di violenti bombardamenti aerei (25 aprile 1944) che distrussero gran parte delle abitazioni del centro storico, causando 70 morti e numerosi feriti. La ricostruzione fu difficile ma gli Umbertidesi, grazie alla loro operosità e ad oculate scelte amministrative, riuscirono ben presto a cancellare i tristi segni della guerra. Dopo gli anni '60 notevole è stato lo sviluppo edilizio ed industriale, tanto da cambiare totalmente il volto della città. (fonte: www.comune.umbertide.pg.it/Citta-e-territorio/La-Citta/La-Storia)

Feste

Nel mese di settembre si svolge la manifestazione "Fratta nell'800", con abitanti vestiti con il costume dell'epoca e scene di battaglia del Risorgimento: quattro giornate di spettacoli e rievocazione di eventi realmente accaduti, durante le quali taverne ed osterie presentano dell'epoca ricavati da ricette originali.

Informazioni Turistiche

Al centro di una vallata circondata da verdi colline sulle quali svetta l'imponente sagoma di Monte Acuto, è attraversata dal fiume Tevere che lambisce le mura della vecchia città. Il visitatore è subito accolto dalla stupenda piazza S. Francesco, le tre antiche chiese S. Francesco, S. Bernardino e Santa Croce (con una delle opere più importanti del Signorelli), il convento di San Francesco, la maestosa Rocca trecentesca, la Collegiata del XVI sec. con la sua imponente mole ottagonale. Il turista può occupare piacevolmente il tempo libero utilizzando le numerose strutture sportive e ricreative o compiendo interessanti escursioni nel verde incontaminato delle colline circostanti, ricche di castelli, borghi ed abbazie. A pochi passi dalla città, in posizione dominante, la Pineta Ranieri insieme al Macchione e al Parco Ranieri, offre 23 ettari di verde ed è possibile andare alla scoperta del territorio seguendo in auto, a piedi o in bicicletta gli itinerari che portano al Castello di Civitella Ranieri la cui costruzione risale all'anno Mille, all'Abbazia ed Eremo di Montecorona fondato secondo la tradizione da San Romualdo, all'antico borgo di Preggio e alla Vallata del Niccone. 

Denominazioni collegate

Colli Altotiberini

Colli Altotiberini

Regione di riferimento: Umbria
Enoregione: COLLI PERUGINI
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Umbertide, Comune di Città di Castello

Enti Interessati
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Doc colli altotiberini

Umbria

Umbria

Regione di riferimento: Umbria
Enoregione: COLLI PERUGINI, ORVIETANO E COLLI AMERINI , TERRE DEL SAGRANTINO E COLLI MARTANI
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Umbertide, Comune di Torgiano, Comune di Orvieto, Comune di Montefalco, Comune di Magione, Comune di Giano dell'Umbria, Comune di Ficulle, Comune di Città di Castello, Comune di Castel Viscardo, Comune di Castel Ritaldi, Comune di Bevagna

Enti Interessati
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Umbria

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