Comune di Solopaca

  • Telefono: 0824 977725
  • Fax: 0824 977752
  • Sitoweb: Solopaca
  • Sede Amministrativa
    Piazza Municipio 1 82036 Solopaca (Benevento)

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 3861
  • Altitudine: 180
  • Superficie: 31,13 km²
  • Santo Patrono: San Martino, vescovo di Tours - 11 novembre
  • Codice ISTAT: 062073
  • Codice Catastale: I809
  • PEC: comune.solopaca@asmepec.it
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Pompilio Forgione


Storia

Abitata sin dalla preistoria, Solopaca ebbe il massimo splendore nel XVII secolo. Città natale del filosofo e patriota Stefano Cusani, fu prima feudo delle più grandi famiglie della nobiltà napoletana e poi ducato fino al 1764 dei genovesi Ceva-Grimaldi. Sulla base di alcuni documenti risalenti al 1600 e al 1700 è possibile ricostruire, a grandi linee, la successione dei duchi della famigia dei Ceva-Grimaldi, dal capostipite Cristoforo che acquistò nel 1574 il Feudo di Telese con la terra di Solopaca, fino all’ultimo discendente morto nel 1764. Il centro storico, dalla caratteristica forma allungata, conserva edifici di grande pregio: il Palazzo Ducale (XVII sec.) dall'originale facciata a motivi geometrici e floreali, il Campanile della Chiesa Madre dalle linee vanvitelliane, la Chiesa dell'Addolorata con portale in pietra del XVIII sec., la Chiesa del S.S. Corpo di Cristo con bassorilievi geometricamente definiti da rosoni floreali, la Chiesa di San Mauro Martire con pregevoli stucchi settecenteschi, il Santuario di Maria Santissima del Roseto (edificata nell'anno Mille, con una venerata statua lignea del XIII sec.) e i ruderi di uno dei primi esempi in Europa di ponte sospeso in ferro, dedicato a Maria Cristina di Savoia nel 1835. Da Solopaca passano gli itinerari di trekking ed escursionimo alla scoperta della Via Francigena del Sud.

Feste

Festa dell'Uva

La Festa dell'Uva a Solopaca è da sempre, fin dalla prima edizione del 1977, uno spettacolo unico e suggestivo. Si tratta, ormai, di una tradizione consolidata, con la tipica sfilata, per le strade del paese, di 11 carri artistici realizzati con chicchi d'uva magistralmente incollati. Ogni anno, nella seconda domenica di settembre, la Festa dell'Uva di Solopaca richiama, nella cittadina e in tutta la Valle Telesina, decine di migliaia di turisti provenienti anche da altre regioni. La sfilata dei carri è preceduta dalle autorità con i gonfaloni dei comuni confinanti, seguiti dal corteo storico accompagnato da sbandieratori e musicanti. Lungo il percorso sono allestiti i banchi gastronomici, per gustare i piatti della cucina contadina: "cavati" (gnocchi di farina), salsicce alla brace, peperoni imbottiti, "struscioli" (una specie di bignè rustuci) e poi tanta uva e vino Solopaca.

Le origini della Festa. Le origini storiche sono molto incerte, certamente, però, affondano le radici nelle antichissime tradizioni legate ai culti mediterranei. Dal culto di Iside, alle grandi feste dionisiache, la coltivazione della vite e la trasformazione dell'uva in vino hanno sempre rappresentato il mistero della "metamorfosi, della trasformazione che origina la vita e la rigenera dopo la morte. Nella civiltà contadina, specialmente dopo la diffusione del Cristianesimo, sono frequentissimi i riti propiziatori e di ringraziamento per il buon raccolto tra i quali va ricercata l'origine della festa dell'uva di Solopaca che anticamente si svolgeva in occasione delle celebrazioni religiose in onore della Madonna Addolorata.

La Sfilata. La festa dell'uva di Solopaca vuol essere una rievocazione dell'antica tradizione di offerta dei prodotti della terra alla divinità. Non a caso essa cade in prossimità della festa della Madonna Addolorata, a cui era dedicata l'antica "Sagra". Oggi, grazie ai contributi della Proloco, è stata arricchita di un ampio corteo storico che rievoca il periodo ducale, al tempo dei Ceva-Grimaldi (1609-1764). Si è voluto, infatti, rappresentare uno "spaccato" storico-sociale di una tradizione: l'offerta votiva di carri fatti d'uva a cui si è aggiunto un messaggio pubblicitario del prodotto: il vino D.O.C. L'edizione 2000 è stata quella più completa: alla festa della sfilata, la statua dell'Addolorata, interamente rivestita di grappoli d'uva nera, (secondo la tradizione più antica) accompagnata dai rappresentati della "Confraternita dei sette dolori". A seguire il corteo dei POPOLANI raffiguranti storici della famiglia ducale con relativo accompagnamento di paggi, dame e cavalieri. Infine i CARRI allestiti dalle botteghe dei "Maestri carraioli" ispirati a fatti di attualità o ad elementi significativi atti, comunque, a reclamizzare il SOLOPACA D.O.C. Il corteo è sempre arricchito dalla partecipazione di gruppi folkloristici, sbandieratori, rappresentanti delle "città del Vino", gonfaloni dei comuni vicini e dalle autorità. 

I Carri. I carri d’uva di Solopaca sono un mirabile esempio di come un elemento naturale, l’uva, nelle abili mani di artisti artigiani diventi linguaggio, poesia, creatività cultura. L’uva è la vera protagonista, i suoi chicchi vengono pazientemente incollati uno ad uno dopo un’accurata selezione per grandezza e sfumatura di colore per realizzare l’effetto policromo. Un tempo i carri venivano ornati con grappoli interi e dalla loro alternanza ( bianchi e neri) si ricavava un effetto di chiaro-scuro. Il loro significato era votivo ed economico: l’uva venduta, il ricavato devoluto per la festa religiosa in onore dell’Addolorata la cui statua interamente ricoperta di grappoli apriva la sfilata. Il significato di rito propiziatorio è evidente e si riconnette agli antichissimi culti mediterranei rivissuti alla luce della spiritualità cristiana. Oggi il significato è più laico ma non meno culturale. Il fine è quello di valorizzare il vino che in quanto derivato dall’uva è un prodotto naturale, ma in quanto frutto del lavoro umano è un tipico prodotto culturale. (fonte: www.comune.solopaca.bn.it ) 

Informazioni Turistiche

CHIESA S.MARTINO

Secondo alcuni sarebbe di origine quattrocentesca secondo altri risale al 1700. Facciata neoclassica con tipica scalea in pietra a due rampe e ballatoio semicircolare, è stata restaurata dopo il terremoto del 1980. All'interno affreschi di stile neoclassico, tre nicchie lignee contigue di gusto barocco che sovrastano l'altare di marmo policromo e Acqua santiere in marmo di Carrara con stemma dell'università di Solopaca. Nella sacrestia intorno al soffitto a botte, con vele rovesciate, sono riportati i nomi di tutti i parroci a cominciare dal 1595. Il soffitto ligneo, a cassettoni, della chiesa presenta un affresco centrale raffigurante il santo, vescovo di Tours. Bellissima è la cupola con affreschi raffiguranti la vergine e gli angeli. La chiesa custodisce la statua lignea con piavialetto ricamato in seta del patrono di Solopaca. All'interno della chiesa, nella cappella Sacro Monte dei Morti, sono altresì custodite quattro statue ligne raffiguranti San Vincenzo, Santa Rufina, San Liberatore e la Madonna delle Grazie. Da ammirare i quadri del Cenacolo e del Martirio.

SANTUARIO DEL ROSETO

Chiesetta ristrutturata nel 1857 sul Monte delle Rose da cui si gode un'ampia veduta panoramica della valle del calore. All'interno statua lignea della madonna del Roseto di età presubilmente tardo romanica; anticamente vi era annesso un' abbazia benedettina.

CHIESA DEL S.S.CORPO DI CRISTO

Facciata originale risalente al 1617. All'interno cappella seicentesca del sacro monte dei morti con cancello ligneo; tele di Lucantonio D'Onofrio e Decio Frascadore.

CHIESA DI S.MAURO

La costruzione fu iniziata nel 1682 con la posa della prima pietra da parte della famiglia del duca Antonio Maria Ceva Grimaldi e dell'arciprete Don Pietro Antonio Buonhome come attesta la lapide situata sulla controfacciata.

PALAZZO DUCALE

Costruito dal 1672 al 1682 dal duca Antonio Maria Ceva Grimaldi, allora feudatario del luogo, che vi si stabilì con la famiglia. L'originale facciata a motivi geometrici e floreali ricorda quella della chiesa del S.S.Corpo di Cristo. Al centro di vari eventi storici, tra cui la congiura di macchia del 1701, rappresenta tuttora un vanto del paese di Solopaca.

PALAZZO CUTILLO

Il Palazzo Cutillo, edificato nel 1826, ha una doppia entrata a quote sensibilmente differenti: più in basso quella di Corso Cusani, più in alto quella di via Procusi. Di stile neoclassico, fu destinato nel 1900, a luogo di assistenza ed istruzione per i bambini poveri. Divenuto sede di un Ente Morale nel 1918, l'Asilo infantile "Giovanni Cutillo", retto dalle Suore Stimmatine, subì le ingiurie del terremoto del 1980 e quindi fu abbandonato, passando infine nella proprietà del Comune. Ristrutturato dalla Civica Amministrazione è stato quasi interamente dedicato Museo Enogastronomico, con una straordinaria collezione di etichette di prodotti alimentari dalla fine dell’800 ai nostri giorni. Palazzo Cutillo si sviluppa su una superficie di sedime di 473 metri quadrati e consta di un piano seminterrato (che, da un lato, affaccia sulla suggestiva Villa Comunale e, dall'altro, si colloca al di sotto di piazza San Martino) e da altri tre livelli fuori terra. L'attenzione del visitatore del Palazzo si sofferma dapprima sul contesto urbanistico circostante che, all'interno del Palazzo, in particolare sulle volte e sugli archi del seminterrato, sugli affreschi di una delle Sale del primo piano, sul sottotetto di quasi 300 metri quadrati con copertura in legno su capriate Palladiane ed, infine, sul belvedere che, onorando il proprio nome, consente una spettacolosa vista sulla vallata del Calore e al dominante Taburno.

PONTE MARIA CRISTINA

L'antico ponte intitolato a Maria Cristina di Savoia, moglie di Ferdinando II, venne distrutto dai tedeschi e ricostruito in cemento armato tra il 1946-1947. Oggi rimangono i ruderi di uno dei primi esempi in Italia di ponte sospeso in ferro;costruito dall'architettto Luigi Giura, inaugurato il 5 Aprile 1835 da Ferdinando II di Borbone e dalla regina Maria Cristina di Savoia come ricorda la lapide inserita all'interno del pilastro destro posto oggi a ridosso del terrapiena.

 

 

Denominazioni collegate

Campania

Campania

Regione di riferimento: Campania
Enoregione: AREA VESUVIANA, CAMPI FLEGREI E ISCHIA, AVERSANO, CILENTO, IRPINIA,COSTIERA AMALFITANA, AREA SORRENTINA E CAPRI, LITORALE DOMIZIO E ALTRO CASERTANO, SANNIO
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Provincia di Benevento, Comune di Vitulano, Comune di Venticano, Comune di Tufo, Comune di Tramonti, Comune di Torrecuso, Comune di Terzigno, Comune di Taurasi, Comune di Solopaca, Comune di Sant'Agata De' Goti, Comune di Ravello, Comune di Pratola Serra, Comune di Pontelatone, Comune di Ponte, Comune di Petruro Irpino, Comune di Paupisi, Comune di Montefredane, Comune di Mondragone, Comune di Maiori, Comune di Lapio, Comune di Guardia Sanframondi, Comune di Furore, Comune di Chianche, Comune di Castelvenere, Comune di Campoli del Monte Taburno, Comune di Benevento, Comune di Avellino

Enti Interessati
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Campani

Benevento o Beneventano

Benevento o Beneventano

Regione di riferimento: Campania
Enoregione: SANNIO
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Provincia di Benevento, Comune di Vitulano, Comune di Torrecuso, Comune di Solopaca, Comune di Sant'Agata De' Goti, Comune di Ponte, Comune di Paupisi, Comune di Guardia Sanframondi, Comune di Castelvenere, Comune di Campoli del Monte Taburno, Comune di Benevento

Enti Interessati
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Benevento o beneventano

Sannio

Sannio

Regione di riferimento: Campania
Enoregione: SANNIO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Vitulano, Comune di Torrecuso, Comune di Solopaca, Comune di Sant'Agata De' Goti, Comune di Ponte, Comune di Paupisi, Comune di Guardia Sanframondi, Comune di Castelvenere, Comune di Campoli del Monte Taburno, Comune di Benevento, Provincia di Benevento

Enti Interessati
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Doc sannio

Falanghina del Sannio

Falanghina del Sannio

Regione di riferimento: Campania
Enoregione: SANNIO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Vitulano, Comune di Torrecuso, Comune di Solopaca, Comune di Sant'Agata De' Goti, Comune di Ponte, Comune di Paupisi, Comune di Guardia Sanframondi, Comune di Castelvenere, Comune di Campoli del Monte Taburno, Comune di Benevento, Provincia di Benevento

Enti Interessati
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Doc falanghina del sannio

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