Comune di Piglio

  • Telefono: 0775 502328
  • Fax: 0775 501954
  • Sitoweb: Piglio
  • Sede Amministrativa
    Viale Umberto I 3010 Piglio (Frosinone)

Origine del nome

Il nome potrebbe forse derivare dal latino pileus o pileum (berretto a forma conica) o dal nome di persona Pilius.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 4652
  • Altitudine: 620
  • Superficie: 35.38
  • Santo Patrono: San Lorenzo
  • Codice ISTAT: 60053
  • Codice Catastale: G659
  • Prefisso: 775
  • PEC: info@pec.comune.piglio.fr.it
  • Zona Sismica: 2B
  • Zona Climatica: E
  • Gradi Giorno: 2330
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Mario Felli


Storia

Il territorio era abitato da popolazioni erniche e potrebbe forse essere identificato con il Capitulum Hernicum o Hernicorum di cui parla Strabone, collocandolo tra Olibanum (Olevano) e Anagnia (Anagni). La zona fu in seguito conquistata dai Romani e fu sede di diverse ville rustiche di cui si conservano resti ("villa di Mecenate" nella località "Le Fattora", "villa di Sant'Eligio", villa della località "Fontana di Grano"). Con il nome di Castrum Pileum è citato in un documento del 1088 e secondo una leggenda il nome deriverebbe dal pileum, l'elmo romano che sarebbe caduto per un forte vento al condottiero Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore mentre passava nel territorio. Nell'XI secolo dipendeva dal vescovo di Anagni e dalla fine del XII secolo fu in possesso prima dei De Pileo (o "Buccaporco"), probabilmente imparentati con i Caetani, e poi dei De Antiochia. Nel 1347 fu preso da Cola di Rienzo, Passò quindi alla fine del XIV secolo in possesso dei Colonna, che lo mantennero fino al 1816. Saccheggiato nel 1526 dalle truppe di papa Clemente VII, e dalla metà del XVI secolo era inserito nella provincia di "Campagna Marittima" dello Stato Pontificio. Nel 1656 la popolazione venne decimata da una pestilenza, che secondo la leggenda fu arrestata dalla miracolosa immagine della "Madonna delle Rose". Nel 1799 il paese subì distruzioni ad opera delle truppe francesi. Ritornato allo Stato Pontificio fece parte del "distretto di Tivoli". Nel 1849 vi passò Giuseppe Garibaldi, diretto alla difesa della Repubblica Romana. Dopo la presa di Roma nel 1870 fu annesso al Regno di Italia e fece parte del "mandamento" di Paliano nel "circondario" di Frosinone, che apparteneva alla allora provincia di Roma, unica per il Lazio. Agli inizi del XX secolo fu attraversato dalla ferrovia a scartamento ridotto che metteva in comunicazione Roma e Frosinone. Nel 1926 venne eretto il Municipio e nel 1927 entrò a far parte della provincia di Frosinone. Durante la seconda guerra mondiale e la liberazione dall'occupazione tedesca, fu bombardato dagli Alleati nel 1944, con la distruzione di circa il 30% degli edifici.

Feste

Il giorno successivo alla Pentecoste e il 31 ottobre si svolge la Festa della Madonna delle Rose, nata come ringraziamento per la fine della peste del 1656. In agosto c'è la Sagra delle Fettuccine e la prima domenica di ottobre la Sagra dell'Uva, con sfilata di carri allegorici, addobbi, cantine aperte, degustazioni di piatti tipici salsicce, polenta, dolcetti e torte paesane) e visite culturali.

Informazioni Turistiche

Suggestivo borgo medievale, circondato degli altipiani di Arcinazzo dove si può godere pienamente della natura e della neve d’inverno, a pochi minuti di distanza dalla città papale di Anagni e dal centro termale di Fiuggi. Abbarbicato sulla cresta di uno sperone roccioso, il paese si articola in una serie di stradine che conducono al punto più alto dove svetta la Rocca. Tutto intorno le case conservano il particolare posizionamento a spina di pesce, che assolveva a funzioni difensive in assenza di mure di cinta. Il Castello Colonna, l'arco della Fontana, la Villa Romana del I-II sec. a.C e numerosi edifici di culto, dal Convento di S. Lorenzo di tardo stile barocco al Santuario della Madonna delle Rose (con un affresco del XIV sec.), costituiscono un importante patrimonio storico. Tutt'attorno la possibilità di praticare escursioni immersi nella natura sul sentiero europeo E1 (dei 5000 km previsti dalla Norvegia alla Sicilia, oggi se ne possono percorrere circa 4000) o lungo la pista ciclabile che si estende per oltre 20 Km. Da qui passa anche il tratto della Via Francigena del Sud, percorso da San Francesco per raggiungere la vicina Subiaco. 

La tradizione olivicola e vitivinicola caratterizza fortemente il territorio, posto al centro di una sistema di borghi medievali costruiti sulle pendici del Monte Scalambra a guardare la valle del Sacco, che si estende al di sotto con un panorama ricco di vigneti e oliveti. Pur raggiungendo una produzione che sfiora i 1500 ettolitri, l'area è prevalentemente collinare e vanta una tradizione nobilissima ed antica di viticoltura, come testimoniano i reperti storici rinvenuti lavorando i terreni. Le sue grandi potenzialità enologiche sono favorite dal suolo di origine vulcanica, dal terreno scosceso che impedisce eventuali ristagni d'acqua e dalla conformazione che permette una buona esposizione dei filari. Nel cuore dell'omonima Strada del Vino, il Cesanese del Piglio è il vino ciociaro per eccellenza, considerato il re della mensa presso la Corte dei Papi anagnini. Le uve con cui ora viene prodotto sono un'ibridazione locale di quelle portate da Affile e la leggenda narra che fu un adolescente di Piglio a trafugare, nottetempo, tale vitigno e ad impiantarlo sul territorio.

Denominazioni collegate

Lazio

Lazio

Regione di riferimento: Lazio
Enoregione: ALTO FRUSINATE, CASTELLI ROMANI, COSTA TIRRENICA DEL BASSO LAZIO, ETRURIA VITERBESE, TERRE DEL CESANESE E CIOCIARIA, TEVERE SETTENTRIONALE
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Zagarolo, Comune di Serrone, Comune di Roma Capitale, Comune di Piglio, Comune di Olevano Romano, Comune di Nemi, Comune di Monte Porzio Catone, Comune di Marino, Comune di Lanuvio, Comune di Genzano di Roma, Comune di Genazzano, Comune di Frascati, Comune di Colonna, Comune di Castiglione in Teverina, Comune di Anagni

Enti Interessati
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Lazio

Cesanese del Piglio o Piglio

Cesanese del Piglio o Piglio

Regione di riferimento: Lazio
Enoregione: TERRE DEL CESANESE E CIOCIARIA
Tipo denominazione : DOCG
Enti Collegati
Comune di Serrone, Comune di Piglio, Comune di Anagni

Enti Interessati
mostra/nascondi

Docg cesanese del piglio o piglio

Frusinate o del Frusinate

Frusinate o del Frusinate

Regione di riferimento: Lazio
Enoregione: ALTO FRUSINATE, TERRE DEL CESANESE E CIOCIARIA
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Serrone, Comune di Piglio, Comune di Anagni

Enti Interessati
mostra/nascondi

Frusinate o del frusinate

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