Comune di Lavello

  • Telefono: 0972 80111
  • Fax: 0972 88643
  • Sitoweb: Lavello
  • Sede Amministrativa
    Via Cavour 13 85024 Lavello (Potenza)

Origine del nome

Lavello, che deriva probabilmente il suo nome dal latino “labellum” (cioè abbeveratoio), sorge sull'antico itinerario di transumanza situato tra l'Ofanto e le colline venosine.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 13612
  • Altitudine: 313
  • Superficie: 134.67
  • Santo Patrono: San Mauro Martire
  • Codice ISTAT: 76043
  • Codice Catastale: E493
  • Prefisso: 972
  • PEC: info@pec.comune.lavello.pz.it
  • Zona Sismica: 2
  • Zona Climatica: D
  • Gradi Giorno: 1501
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Sabino Altobello


Storia

Il territorio nel quale si colloca Lavello è situato al vertice della via naturale che, seguendo il corso del Bradano, risale dal golfo ionico e si collega all'itinerario transappenninico delle valli dell'Ofanto e del Sele. La sua particolare posizione geografica ha favorito, da sempre, intensi rapporti culturali e di scambio tra le popolazioni locali e quelle stanziate in territori anche lontani. Durante il Neolitico (VI-inizio III millennio a. C.) è attestata una intensa frequentazione del territorio di Lavello. Le principali testimonianze archeologiche si riferiscono a villaggi, ubicati lungo la valle dell'Ofanto e dai quali provengono ceramiche decorate ad impressioni o dipinte a bande rosse, talvolta marginate di bruno.Due tombe rinvenute in contrada Casino sono riferibili alla cultura di Laterza, diffusa nell'Eneolitico finale (III millennio a. C.) in Puglia e nel Materano. Si tratta di un'importante testimonianza relativa all'adozione, anche in quest'area, del rituale di seppellimento collettivo in grotticella artificiale. Nell'età del bronzo (fine III-II millennio a. C.) sono noti piccoli nuclei insediativi. Di particolare importanza è l'ipogeo funerario di contrada La Speranza, utilizzato per lungo tempo e i cui corredi presentano una particolare ricchezza, sottolineando, così, l'esistenza di gruppi con una struttura sociale articolata. Durante l'età del ferro (X-VIII a. C.), il territorio di Lavello è abitato da genti di cultura daunia. Un'area di abitato, in contrada Casino, ha restituito, tra l'altro, ceramica con decorazione geometrica "a tenda" di VIII a. C. Sempre allo stesso periodo si datano armi e ornamenti di bronzo, che attestano rapporti commerciali con i Balcani e con l'area tirrenica. In età arcaica (VII-VI a. C.), la presenza di "tombe principesche" indica un cambiamento della struttura sociale e con l'emergere di aristocrazie, che avviano relazioni significative con le colonie greche della costa ionica e i centri etruschi della Campania. I corredi sono connotati da ceramiche daunie a decorazione geometrica, prodotte nei vicini centri di Canosa e di Ordona. Nella fase di V-IV a. C. il centro di Lavello, l'antica Forentum, esercita un ruolo di controllo sull'intero territorio melfese. Le necropoli documentano una società strutturata con la presenza di gruppi gentilizi, che entrano in contatto con le comunità sannitiche dell'Appennino centrale. Con la conquista romana, Forentum fu interessata dalla seconda guerra sannitica e nel I e II secolo d. C. svolse probabilmente il ruolo di municipio. Il centro abitato daunio-romano dell'antica FORENTUM e l'agglomerato medioevale di LAVELLO sono situati su due colline che guardano verso la Puglia. I commerci antichi si svilupparono lungo l'asse viario del fiume Ofanto. I tratturi della transumanza collegavano Lavello al Tavoliere. Questi sono alcuni elementi che fanno di Lavello una terra di confine. Nell'anno 1436 vi fu l'ultimo assedio medioevale di Lavello. Tale episodio ha lasciato un segno nei ruderi della "torre diruta et infocata" situata al margine orientale dell'abitato medioevale, alle spalle dell'antica chiesa di S.Giovanni. Negli stessi anni la trasformazione di molte terre dell'agro lavellese, in aree di pascolo per la transumanza degli ovini, fa registrare l'assetto agro-pastorale del territorio lavellese, durato fino all'ottocento. La popolazione, stremata dalle angherie fiscali spagnole e dalle prepotenze dei feudatari lavellesi, trova un momento di ribellione nel febbraio 1799 quando artigiani e contadini fondano per pochi mesi a Lavello la "municipalita' repubblicana", sulla scia della Repubblica Partenopea. La presenza di grandi latifondi lavellesi gestiti dalla borghesia agraria borbonica fa da sfondo all'episodio dell'aprile 1861, allorche' Lavello fu occupato per due giorni dagli uomini di Crocco. La fame di terra dei lavellesi fu solo parzialmente alleviata dalla quotizzazione dei demani comunali nell'ottocento. Nel novecento il forte fenomeno migratorio verso l'America e verso il triangolo industriale dell'area settentrionale del Paese e' stato il naturale sbocco degli ultimi braccianti e contadini lavellesi, spinti nel dopoguerra alle occupazioni delle terre degli ultimi latifondi e poi delusi dalla colonizzazione agraria della Riforma. (Fonte: www.comune.lavello.pz.it)

Feste

A febbraio rivive la tradizione centenaria del Carnevale Lavellese, a settembre c'è la Sagra della bruschetta, mentre il 2 novembre si ripete ogni anno il “Ddammimurt'!”, l'offerta di un pasto ai vivi in onore delle anime dei defunti, simbolizzata dalla cuccia, tipico dolce a base di frumento, vincotto, melagrana e noci.

Informazioni Turistiche

Meritano una visita il Castello di epoca sveva ricostruito nel 1600, la Chiesa di S. Anna con tele sacre del XV e XVI secolo, le antichissime Chiese di S. Maria delle Rose e di S. Maria ad Martyres, le tante fontane dell'agro dalle originali architetture e la Mostra della Civiltà Contadina. Ai margini di un pianoro che si affaccia sulla valle fluviale, il primo nucleo del parco archeologico della “Forentum” romana ospita i resti del santuario della Gravetta, due cisterne d'acqua ed alcuni elementi di strutture della prima epoca imperiale. Su una collinetta a destra del Torrente Olivento si possono vedere i resti di un antico stabilimento termale di epoca romana chiamato "Casa del diavolo". In contrada Pozzo d'Alitta sono stati rinvenuti resti di un sepolcro paleocristiano.

Denominazioni collegati

Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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Doc aglianico del vulture

Aglianico del Vulture Superiore

Aglianico del Vulture Superiore

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOCG
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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Denominazioni_671

Basilicata

Basilicata

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: MATERANO E VAL D'AGRI, VULTURE
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Roccanova, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza, Comune di Venosa, Comune di Viggiano

Enti Interessati
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Basilicata

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