Comune di Ghemme

  • Telefono: 0163 840101
  • Fax: 0163 841551
  • Sitoweb: Ghemme
  • Sede Amministrativa
    Via Roma 21 28074 Ghemme (Novara)

Origine del nome

Di origine celtica, prende il suo nome dagli Agamini, un gruppo celtico che si era stanziato nella zona. Successivamente viene romanizzata con il nome di Pagus Agamino, poi trasformato in Agamium. Si ritrovano alcune citazioni di Agamiun in Plinio.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 3670
  • Altitudine: 241
  • Superficie: 20.64
  • Ettari Vitati: 163,39
  • Santo Patrono: Beata Panacea
  • Codice ISTAT: 3073
  • Codice Catastale: E001
  • Prefisso: 163
  • PEC: ghemme@cert.ruparpiemonte.it
  • Zona Sismica: 4
  • Zona Climatica: E
  • Gradi Giorno: 2473
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Davide Temporelli


Storia

Le origini certe di Ghemme risalgono al periodo Neolitico (cultura del vaso a bocca quadrata, II millennio a.C): sulle colline sono stati infatti ritrovati reperti archeologici che attestano la frequentazione fin da quell'epoca (fondi di capanne, ceramica, oggetti in selce, ecc.).
Numerosi ritrovamenti archeologici di edifici romani, di vasellame, vetri, ecc. testimoniano la presenza non solo di contadini ma anche di una classe di buone possibilità economiche, dedita al commercio e alla produzione agricola.
Ghemme è citato per la prima volta in una pergamena nell'anno Mille, quale "locus Agami". Qui risiedeva in quel momento il marchese Viberto, figlio di Dadone, e fratello di Arduino d'Ivrea, che cedette un intero villaggio a prete Bernone per una cospicua somma di denaro.
Borgo di notevole importanza nel Medioevo, fu conteso da guelfi e ghibellini. Caposaldo dei Brusati, qui ebbe sede per alcuni anni il vicario dei guelfi novaresi nominato da Roberto d'Angiò, re di Napoli. In seguito il marchese del Monferrato pose a Ghemme un suo rappresentante.
Già a partire dalla fine del '400 molte importanti famiglie novaresi e milanesi acquistarono case e terreni a Ghemme, attratte dalla fertilità dei campi e dalla bontà dei vini. Tra queste ricordiamo gli Avogadro, i Bagliotti, i Caccia, i Morbio, i Tornielli.
Tra l'ottobre e il novembre 1467 Ghemme ospitò per un mese il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza che qui concluse con Filippo di Savoia, fratello del duca Amedeo IX, la "Pace di Ghemme" e stabilì il contratto nuziale con Bona di Savoia, sorella di Filippo e Amedeo. Negli anni scorsi le vicende sono state oggetto di una rievocazione storica in costume.

Il vino di Ghemme alla Corte degli Sforza di Milano • Ghemme, situato lungo la strada statale che collega Novara alla Valsesia, ai piedi delle Colline novaresi deve la sua fama al prodotto più prezioso delle sue vigne, il celebre vino Ghemme Docg. Nel XV secolo Ghemme era il fornitore di vino della Corte degli Sforza di Milano e grandi maestri della letteratura come Fogazzaro e Soldati hanno parlato di questo prezioso prodotto delle colline. Lo storico Bianchini riferisce nel 1831 che a Novara le famiglie dell'aristocrazia usavano aprire, ogni anno, una bottiglia di un buon Ghemme la sera della vigilia di Natale davanti al camino per lo scambio dei doni, e sostiene che tale usanza giungeva, anticamente da Milano.

Le Colline Novaresi, che hanno come sfondo l'immensa parete del Monte Rosa e che sono di origine fluvio-glaciale, troneggiano su un'area che arriva a Romagnano Sesia, sale a Boca per scendere a Ghemme, Sizzano e Fara Novarese.
In questo territorio formatosi circa cinquanta milioni di anni fa dallo scioglimento dei ghiacciai emerge, tra tutti i vitigni, il Nebbiolo. Le sue uve, assemblate in diversi dosaggi alla Vespolina, alla Croatina e alla Bonarda Novarese o Uva Rara, danno specificità e tipicità ai prestigiosi vini: DOCG Ghemme, DOC Boca, Fara e Sizzano.
Le quattro Denominazioni d'Origine Controllata Boca, Fara, Ghemme e Sizzano sono state riconosciute nel 1969; Ghemme nel 1997 ha ottenuto la D.O.C.G. Nel 1994 è stata istituita la DOC Colline Novaresi, ora di nove tipologie e prodotta nei territori di 26 Comuni collinari della Provincia di Novara (purchè la giacitura e l'esposizione siano idonee alla produzione di vino di qualità).
La storia dei vini novaresi è ormai entrata nel suo terzo millennio, come dimostra il ritrovamento di pollini e semi di vite coltivata - prima area in Piemonte - risalente al periodo della Cultura di Golasecca e databile alla fine del VII-VI secolo a.C. Successivamente, celebri estimatori hanno sapientemente elogiato i vini di questo territorio.
Plinio il Vecchio nella sua "historia naturalis" definisce "asprigni" i vini e parla di un vitigno Sponia o Splonia, che si vorrebbe identificare con lo Spanna, famoso lungo le coste del Sesia. Giovanni Biroli nel 1809 scriveva: "Fra i migliori vini contansi... quelli di Ghemme, ........., Boca, Sizzano...".

Antonio Fogazzaro in "Piccolo mondo antico", descrivendo il menù del pranzo di S.Orsola organizzato dalla Marchesa Maironi cita il Ghemme: "tartufi bianchi, francolini e vin di Ghemme". Mario Soldati in un suo racconto, elogia il "Ghemme" come protagonista, nettare misterioso, difficile da trovare. Queste sono solo alcune citazioni, ma ve ne sono molte altre e, di uguale importanza.
Sempre in territorio novarese fu ritrovata l'antica coppa "Diatreta Trivulzio", d'epoca  romana, che è divenuta poi il simbolo del concorso enologico "Calice d'Oro dell'Alto Piemonte".

Feste

Festa del Carnevale; Pace di Ghemme; Festa patronale, Beata Panacea primo venerdì del mese di maggio.
Mostra mercato Vino Ghemme Docg dal 25/4 di ogni anno alla prima domenica di maggio successiva alla Festa Patronale.

Informazioni Turistiche

COSA VEDERE
Il Castello-Ricetto di Ghemme • Si presenta come un vero e proprio borgo fortificato, ha una superficie complessiva di 12.000 mq., è di forma rettangolare con una strada centrale di spina, ed è uno dei meglio conservati del Piemonte. L'acciottolato recentemente ristrutturato e la giusta illuminazione delle vie ricreano nell'antico castello l'atmosfera dei secoli passati. Le case e le antiche cantine che ci affacciano lungo le strette strade e vicoli del castello infatti sembrano aver fermato il tempo al 1467, quando Galeazzo Maria Sforza, Duca di Milano, abitò queste contrade nel corso delle trattative per la Pace con i Savoia, la "Pace di Ghemme". Era circondato da un muro difensivo con merlatura alla ghibellina e dal fossato, dove trovavano rifugio uomini ed animali, oltre a servire come luogo di conservazione delle derrate alimentari, grani e vino. Oggi, come allora, nelle cantine del castello riposa il frutto più prezioso della Colline Novaresi, il Ghemme Docg, prodotto dal lavoro e dalla capacità dei vignaioli ghemmesi.
La chiesa parrocchiale • Dedicata a Maria Assunta, sorge in piazza Antonelli. Fu eretta a partire dal 1666 e completata a metà Settecento. La struttura è a croce latina con volta a botte e cupola sul transetto, riccamente decorate da stucchi barocchi ed affreschi settecenteschi, opera questi ultimi dei fratelli Giovannini di Varese e del Bianchi di Milano. Di particolare pregio: l'altare maggiore, in marmi policromi e bronzo, progettato da Benedetto Alfieri nel 1763; la grandiosa tela nella parete di fondo del coro, opera del 1745 di Giuseppe Antonio Pianca; gli affreschi di Giovanni Antonio De Groot nella cappella di S. Frencesco Saverio. Nelle cappelle laterali si notano affreschi e tale del 1779-1782 dei Perracino, statue di Vincenzo Ardia (S. Francesco Saverio) e di Francesco Sella (Madonna del Rosario) ed un Cristo quattrocentesco. Nall'antico oratorio della Confraternita di S. Marta, dietro l'omonima cappella, si conservano interessanti affreschi del 1543 di Giulio da Milano. La facciata è opera dell'ingegnere milanese Carlo Federico Pietrasanta.Il campanile, seicentesco fino alle campane, fu poi "bizzarramente" innalzato fra 1879 e 1884 da don Ercole Marietti.
Lo Scurolo della Beata Panacea • Opera dell'architetto ghemmese Alessandro Antonelli, celebre per la Mole di Torino e la Cupola di Novara, fu eretto fra il 1864 ed il 1875. Conserva affreschi di Francesco Toni (angeli osannanti sulla cupola) e Paolo Emilio Morgari (sotto l'arco all'ingresso), e vetrate policrome di Pompeo Bertini (1897), che raccontano i fatti della vita della Beata Panacea, giovane pastorella vergine e martire, uccisa dalla matrigna sui monti di Quarona, miracolosamente portata a Ghemme dopo la morte. La spoglie dalla Santa sono custodite in una doppia urna, seicentesca quella interna, con ricche decorazioni d'argento, ed ottocentesca quella esterna, in legno dorato, disegnata da don Ercole Marietti. 
La Chiesa di San Rocco • Situata nella piazza del castello, di fronte a quello cha era il torrione d'ingresso, fu edificata come ex voto della Comunità ghemmese, duramente colpita dalla peste del 1630/31. Alcuni affreschi, recuperati da vari edifici del paese e recentemente restaurati, ne abbelliscono l'interno. Di particolare pregio una tela del Perracino con Madonna e Santi francescani, il prezioso altare ligneo in radica di noce, ed il tronetto processionale disegnato dall'Antonelli. 
La Chiesa di San Fabiano • II piccolo oratorio, situato sulla strada cha dal centro porta alla collina, fu edificato tra 1681 ed il 1682 con volta a botta e facciata con due finestrelle ad orandum. Conserva un grande affresco quattrocentesco della primitiva cappella raffigurante una Crocifissione con Santi, attribuita al pittore Bartolonus.
II Giardino Gianoli • Rappresenta un tipico esempio di giardino all'italiana dall'Ottocento; da ricordare la serra a la torre belvedere in stile neogotico recentemente ristrutturata, oltre alla bella fontana in marmo. Fu realizzato dai Gianoli, originari della Valsesia, importanti impresari impegnati nei lavori pubblici (ponti, strade, ferrovie). II parco pubblico ospita al suo interno un palco coperto per le manifestazioni teatrali e musicali.
Il castello del Cavenago • Sorge su una collina che domina il paese ed ha origine cinquecentesca. Conserva tre dei quattro torrioni angolari originari e un antico pozzo a ruota, profondo circa sessanta metri. Nel corso del '600 e '700 fu trasformato in residenza di campagna dalla famiglia milanese Cavenaghi, da cui il nome, ed in seguito dal marchese Ferdinando Allevi. Uno splendido piccolo oratorio, completamente affrescato nel '700, è dedicato a S. Rosa da Lima.
Il Comune fa parte dell'Associazione Città del Bio, e Città del Miele.

INFORMAZIONE TURISTICA: IAT - ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO, Piazza Castello, tel. 0163840314 - proghemme@libero.it.

PERSONAGGI
Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza che qui concluse con Filippo di Savoia, fratello del duca Amedeo IX, la "Pace di Ghemme" e stabilì il contratto nuziale con Bona di Savoia, sorella di Filippo e Amedeo.
Alessandro Antonelli, architetto, progettista della Mole Antonelliana di Torino, della Cupola di San Gaudenzio a Novara e dello scurolo della beata Panacea in Ghemme.

BUONE PRATICHE
Il Comune di Ghemme è capo fila della Convenzione per il servizio di difesa e tutela fitosanitaria delle produzioni viticole per incentivare il mantenimento delle sistemazioni agrarie tradizionali, e diffonderne la conoscenza soprattutto tra i giovani; in particolare i vigneti a rischio di abbandono, allevati ad esempio con il sistema "quadretto novarese" (maggiorino nelle sue varie diversificazioni: cinque fili, tre fili, ecc.) caratterizzati da una elevata difficoltà di conduzione.
L'intervento è finalizzato alla tutela di vigneti più antichi che presentano una complessa composizione varietale e sono coltivati in condizioni estremamente difficili e soprattutto poco redditizie utilizzando, anche se non esclusivamente, materiali tipici (sostegni in legno, legacci in salice, filo di ferro, ecc.). Sono stati individuati nei Comuni di Bogogno, Fara Novarese, Sizzano, Suno, Mezzomerico e Cressa.
Assegnazione di lotti di terreno destinati ad orti comunali in gestione gratuita o in subordine a chi ne fa richiesta tra gli stessi cittadini ghemmesi residenti; possono essere riservati mini orti da assegnare ai bambini delle scuole elementari e medie con funzioni didattiche e educative, da gestire in collaborazione con gli insegnanti e con gli assegnatari.

Denominazioni collegati

Ghemme

Ghemme

Regione di riferimento: Piemonte
Enoregione: COLLINE NOVARESI
Tipo denominazione : DOCG
Enti Collegati
Comune di Romagnano Sesia, Comune di Ghemme

Enti Interessati
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Docg ghemme

Colline Novaresi

Colline Novaresi

Regione di riferimento: Piemonte
Enoregione: COLLINE NOVARESI
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Suno, Comune di Sizzano, Comune di Romagnano Sesia, Comune di Mezzomerico, Comune di Maggiora, Comune di Ghemme, Comune di Fara Novarese, Comune di Briona, Comune di Bogogno, Comune di Boca

Enti Interessati
mostra/nascondi

Doc colline novaresi

Piemonte

Piemonte

Regione di riferimento: Piemonte
Enoregione: ALTO MONFERRATO, TERRE DEL GAVI E TERRE DEL MOSCATO, BASSO MONFERRATO E COLLINE TORINESI, CANAVESE, COLLINE NOVARESI, LANGHE E ROERO, PINEROLESE E VAL DI SUSA, TORTONESE
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Villa del Bosco, Comune di Verduno, Comune di Treiso, Comune di Suno, Comune di Strevi, Comune di Sizzano, Comune di Romagnano Sesia, Comune di Rocchetta Tanaro, Comune di Roasio, Comune di Quaranti, Comune di Ovada, Comune di Novi Ligure, Comune di Nizza Monferrato, Comune di Neviglie, Comune di Monteu Roero, Comune di Montelupo Albese, Comune di Montegrosso d'Asti, Comune di Monleale, Comune di Moncalvo, Comune di Mombaruzzo, Comune di Moasca, Comune di Mezzomerico, Comune di Maggiora, Comune di La Morra, Comune di Isola d'Asti, Comune di Guarene, Comune di Ghemme, Comune di Gavi, Comune di Gattinara, Comune di Fara Novarese, Comune di Dogliani, Comune di Costigliole d'Asti, Comune di Cocconato, Comune di Castelletto d'Orba, Comune di Castagnole delle Lanze, Comune di Carema, Comune di Canelli, Comune di Caluso, Comune di Calamandrana, Comune di Brusnengo, Comune di Briona, Comune di Bogogno, Comune di Boca, Comune di Barolo, Comune di Barbaresco, Comune di Asti, Comune di Alice Bel Colle, Comune di Albugnano, Comune di Alba, Comune di Agliano Terme, Comune di Serralunga d'Alba

Enti Interessati
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Doc piemont

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