Comune di Castellinaldo

  • Telefono: 0173 213072
  • Fax: 0173 213353
  • Sitoweb: Castellinaldo
  • Socio dall'anno: 1994
  • Sede Amministrativa
    Via Marconi 7 12050 Castellinaldo (Cuneo)

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 911
  • Altitudine: 285
  • Santo Patrono: San Dalmazzo - 5 dicembre
  • PEC: comune.castellinaldo@mvmail.it
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Giovanni Molino


Storia

Le origini

Con ogni probabilità fu, all'origine, stazione romana lungo un percorso secondario che collegava Asti a Pollenzo. Tale percorso, lasciato il territorio di Priocca, si dirigeva verso sud-est fino alle pendici meridionali del Bric Mongaletto dove, superata una piccola sella, scendeva nella valle Biegio per continuare verso sud in direzione dei Mombelli.
Il primo insediamento di una certa consistenza si formò su questa sella ai lati dell'antico percorso, nel sito in cui poi sorse la scomparsa parrocchiale di S. Dalmazzo. Stanziamenti minori facenti capo ai territori un tempo separati di Chinchiurio e Sorsono, rispettivamente con le chiese di S. Michele e S. Pietro confluirono, dopo il Mille, nel feudo di Castellinaldo.

La formazione del feudo

Dopo le prime notizie che indicano in zona possessi del conte d'Asti Oberto nel 924 e dell'abbazia di Fruttuaria prima del 1014, la presenza più consistente dopo il Mille è quella del vescovo d'Asti, al quale l'imperatore Enrico III conferma nel 1041 metà del luogo.
Dal vescovo prendono investitura castellani dell'aristocrazia locale quali i "de Vicia de Castro Aynaldo", i "de Castelleto", i "de Monfortino", i Barexani, i Visdomini. La loro fedeltà al potente comune astigiano non viene turbata dalla parentesi dell' Astisio, mentre dal 1274 quote del feudo passano ai Pallidi di Asti.
All'inizio del '300 a dividersi la signoria sono i Pallidi e i "de Vicia".Questi ultimi cedono le loro quote ai Malabaila, nobili astigiani già casanieri in Avignone, assieme ai territori di Chinchiurio e Sorsono, mentre più tardi i Pallidi vendono ai Solaro un terzo del feudo, cessione che il Vescovo disconosce confermandone il possesso ai Pallidi.
Questi nel 1427 e nel 1429 vendono ai Damiano, comprese le terre dell'antico feudo di Castelletto ("Castrum Serre"), verso la valle del Borbore.

 

I due castelli

immagine ingrandita Castellinaldo - Castello (apre in nuova finestra) La coesistenza delle due famiglie, con distinti castelli a lato della cappella gentilizia, non fu sempre pacifica, specie lungo il '500 e il '600, così come a tratti furono tesi i rapporti con la Comunità, sfociati nel 1580 in una congiura contro i Malabaila. La linea dei Damiano termina agli inizi dell'800 con Carlotta Irene, moglie di Giuseppe Annibale dei Faussone di Clavesana cui pervengono le proprietà; da questi, infine, ai Ripa di Meana per mancanza di discendenza maschile.
I Malabaila vendono le loro proprietà nella seconda metà dell'800. Il castello, acquistato dai Faussone, veniva demolito per trasformare il sito in giardino.

 

(fonte: http://www.comune.castellinaldo.cn.it/ComStoria.asp)

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