Strada dei Vini e dei Sapori della Locride

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89040 Reggio Calabria
Reggio Calabria
CALABRIA

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La Strada del Vino e dei Sapori della Locride congiunge un lungo tratto della costa ionica della Locride ai paesi interni che si arrampicano verso l’Aspromonte (il rilievo meridionale della Calabria) il cui versante orientale digrada dolcemente verso il Mar Ionio con una serie di colline. L’area “Locride - Aspromonte” è caratterizzata dalla presenza di un vino unico, il Greco di Bianco e, per contrasto, dalla predominanza dell’elemento “acqua”; prima fra tutte l’acqua del Mediterraneo con le sue attività connesse alla pesca, alla lavorazione e conservazione dello ‘stocco’ (antica e tipica tradizione di questi luoghi), le acque termali, delle due località di Galatro e Antonimina che si trovano alle porte del Parco dell’Aspromonte; ma anche le acque delle fiumare ove in passato si svolgeva la prima pesante fase di lavorazione delle fibre di ginestra. Infine l’acqua come mezzo di unione tra popoli e sponde diverse di un mare, il Mediterraneo appunto, che qui ha portato gli antichi coloni Greci della colonia di Epizephiri, dalla cui civiltà questi luoghi hanno ricevuto la loro più autentica caratterizzazione le cui testimonianze sono visibili nel bellissimo Museo Archeologico di Reggio Calabria, dove sono custoditi anche i Bronzi di Riace. Peculiarità di questo territorio sono le fiumare, ovvero corsi d’acqua a carattere essenzialmente torrentizio che in breve spazio scendono a mare da notevoli altitudini. Quando sboccano da ripide valli per immettersi sulle pianure costiere le fiumare allargano sempre più i loro alvei che appaiono pietrosi e aridi.
La vegetazione della Locride è quanto di più tipicamente mediterraneo si possa immaginare: lungo la fascia costiera si trova una gariga degradata e riarsa, mentre sui pianori e sulle colline troviamo uliveti e agrumeti. Nella fascia collinare si possono ammirare spettacolari foreste a macchia mediterranea, mentre sui costoni scoscesi delle valli si trovano il leccio e spesso si rinvengono dei rimboschimenti ad eucalipti e pini domestici. Fino alle quote di 200-250 metri, si osserva una macchia mediterranea costituita prevalentemente da elementi resistenti all’aridità e al vento, per lo più cespugli a foglie dure quali erica, cisto, rosmarino. Il territorio della Strada del Vino è caratterizzato dalla presenza della Doc Greco di Bianco. Prodotto esclusivamente nell’intero territorio comunale di Bianco e in parte di quello di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, con le uve del vitigno Greco Bianco, questo vino ha un colore giallo tendente al dorato con eventuali riflessi ambrati: odore etereo, caratteristico.  Le origini dei vini “Greco di Bianco” e “Mantonico di Bianco” sono remotissime: pare che i primi tralci di vite vennero portati da un colono greco, quando i Locresi sbarcarono presso il promontorio Zefiro, oggi Capo Bruzzano nel VII sec. a.C.
Merita una visita Bianco, che ebbe origine tra la fine dell’XI e l’inizio del X sec., dall’antica città grecoromana di Butroto (nel cui territorio pare ci fosse il porto di Locri Epizefiri), situata a circa quattro chilometri dal mare,  quasi completamente distrutta dal terribile terremoto del 1783, dopo il quale si sviluppò rapidamente, in prossimità della spiaggia, il nuovo centro abitato. Fino ad allora Bianco era stato, dopo Gerace, il “dipartimento” più importante del territorio “per antichità, per tenore di vita, per commerci, per cultura e per presenza di Istituzioni ecclesiastiche”. Col terremoto del 1908 il trasferimento nel Bianco Novo fu totale e definitivo, mentre nel vecchio sito e dintorni sono rimasti interessanti ruderi come il Convento dei Riformati e la seicentesca chiesetta della “Madonna del Soccorso”, oggi in fase di definitivo restauro, a Pardesca Vecchia, frazione di Bianco. La nuova collocazione sul mare ha mescolato lentamente la vecchia cultura contadina con la nuova marinara, costituita da immigrati calabro-siculi. Nel 1947 da Bianco partì il moto insurrezionale antiborbonico, che culminò nella fucilazione dei “Cinque Martiri di Gerace”.
Oggi Bianco è una cittadina con forti potenzialità turistiche, per l’estesa spiaggia e l’azzurro mare (è Bandiera Blu) di cui è dotata, per la vicinanza del Parco Nazionale dell’Aspromonte, per l’enorme patrimonio di beni culturali della zona, per l’intensa e ricca “Estate bianchese”.
Paese di antica vocazione vitivinicola, si impone all’attenzione degli “amatori del vino” per i suoi passiti, ottenuti da vitigni introdotti con la colonizzazione ellenica della Calabria intorno al VII secolo a.c. e così ben adattati all’ambiente di coltivazione da potersi considerare “autoctoni”. Tra i numerosi vitigni coltivati in Italia sotto la generica denominazione di “Greco” o “Grecanico” rientra quello di Bianco, con ben definiti caratteri ampelografici e, comunque, riconducibile alla grande famiglia dei vitigni “Greci”, nonchè il “Mantonico”, che si differenzia nettamente dal vitigno descritto dal Bruni nel 1962, trattandosi di una classe di Mantonico con caratteristiche qualitative dell’uva ben distinte sia dal “Mantonicu vera” che dal “Mantonicu Pizzutella”, considerati dai viticultori locali sinonimi, ma anch’essi ben definiti. Dalle uve bianche, previo appassimento al sole su “graticci”, si ottengono vini superiori, passiti liquorosi.


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