Strada dei Vini DOC della Daunia

Sede: C/O: Associazione Strada dei Vini della Daunia
Castello Ducale
71017  Torremaggiore
Foggia
PUGLIA

tel. 0882 21444
fax. 0882 241234


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Il promontorio del Gargano è un condensato di aromi e sapori della macchia mediterranea.
Fare un’escursione qui significa tuffarsi in una vegetazione incontaminata, lungo coste godibili in ogni stagione dell’anno.
Una delle Strade del Vino e dell’Olio della Puglia lo fiancheggia, nel cuore di una terra che ha nella produzione di vino e olio di qualità l’attività prevalente.  
L’itinerario si snoda attraverso quella zona identificata con il nome di Daunia, a rievocazione dell’approdo su questo lembo di terra del mitico re greco chiamato Dauno.
Punto di partenza dell’itinerario è il centro storico di San Severo, dove sorge il Museo Civico, che offre un’ampia panoramica dell’evoluzione e della civilizzazione del territorio dauno, abbracciando l’intero periodo che parte dal Paleolitico inferiore e giunge fino all’epoca romana. Ed Apricena, lambita da due piccoli torrenti, il Vallone e il Candelaro, dove le cave, di forte richiamo spettacolare, regnano incontrastate sul paesaggio circostante. Nel centro storico degne di nota sono il Palazzo Baronale e la Parrocchia di San Martino.
Da Apricena, percorrendo la S.P. n.36, si prosegue verso S. Paolo Civitate, un paesino adagiato sui Monti Liburni, che volge lo sguardo su un’emozionante paesaggio naturale che ingloba la foce del fiume Fortore e parte dell’Adriatico e tutto intorno campagne accarezzate da fertili filari di vite.
Soffermandosi nel centro storico, è possibile visitare il Palazzo Gonzaga, bell’esempio di residenza castellana con un torrione quadrato risalente al XVI secolo. Da San Paolo Civitate il percorso prosegue per Torremaggiore, una cittadina arroccata su di un colle, nel cui centro storico si trova il Palazzo Ducale, sede della Strada dei Vini doc della Daunia, con le sue singolari torri merlate che si impongono all’attenzione del visitatore.  
Nel Gargano la cultura legnosa prevalente è costituita dall’olivo, diffuso con alberi secolari che rendono il paesaggio luminoso e argenteo, con l’Ogliarola garganica come varietà predominate, da cui il celebre extravergine DOP Dauno. L’accompagna una produzione di frutti che vanta nobili antenati: hanno polpa succosa, gustosa e profumata, da apprezzare anche nei mesi di Aprile e Maggio, l’arancia Bionda del Gargano e la Duretta del Gargano.
All’olivo si abbina poi la vite in coltura promiscua o specializzata, presente in molti terreni collinari: un tempo era il Moscato il vino maggiormente apprezzato, oggi questo è sostituito in parte da vitigni autoctoni che fanno maggior presa sui mercati internazionali.
Seppur numericamente si registra un declino sono ancora presenti su questo promontorio il bovino Podolico, la capra Garganica e la pecora gentile di Puglia, razze che amano il pascolo e molto poco la stabulazione fissa, che producono poco latte (da cui formaggi come lo squisito caciocavallo podolico da apprezzare quando è matruro e stagionato anche alcuni anni) ma che al contempo hanno carni particolarmente gustose. Spicca fra queste la carne disossata, aromatizzata ed essiccata detta Muscisca o Mischiska, rigorosamente di pecora o di capra, che ricorda le pietanze piccanti e salate che i pastori si portavano lungo i tracciati dei faticosi viaggi della transumanza.
Nell’area sotto tutela (un tempo battuta dalle “vie verdi” dei tratturi, i luoghi della transumanza delle greggi codificati in tratturi, tratturelli e bracci nel 1447 da Alfonso I d’Aragona) si passa dalla pineta mediterranea alle zone umide di Varano e Manfredonia, dal Lago di Lesinia, celebre fin dall’antichità per la pesca delle anguille, alla foresta Ambra che con i suoi 15.000 ettari detiene il primato di foresta di latifoglie più estesa d’Italia. Non solo, il Gargano è raggiunto da studiosi e botanici di tutto il mondo alla scoperta di decine di specie catalogabili di orchidee selvatiche (sembrerebbe più di 60) e delle numerosissime sottospecie di cui il sottobosco sarebbe ricco. Ed è proprio grazie a questi molteplici ambienti e paesaggi miscelati fra di loro che si è sviluppato un patrimonio zootecnico altrettanto interessante.


La copertina della guida alle Strade del Vino

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