Strada dei Vini Chianti Rufina e Pomino
Sede:
C/O: Villa di Poggio Reale
Viale Duca della Vittoria 7
50068 Rufina
Firenze
TOSCANA
tel. 055 8399944
fax. 055 8396154
Castelli, ville, pievi, tabernacoli, giardini storici, strade poderali… emergenze architettoniche le ritroviamo in gran parte della Toscana agricola e viticola.
La dolce Val di Sieve per la ricchezza di tali eccellenze fu scelta come habitat collinare ideale per il relax, ma anche produttivo (prevalentemente è sempre stata la vite la regina di tale paesaggio) di gran parte della nobiltà fiorentina.
Una quantità di castelli e ville che rievocano il passaggio di Donatello, Raffaello, Cellini, o luoghi mistici dove si consumavano accordi e congiure.
Un insieme di realtà presenti in tutto il loro splendore lungo la Strada dei Vini Chianti Rufina e Pomino.
Il Chianti Rufina e Docg con i suoi 1300 ettari circa, rappresenta una piccola ma quotata area di quel vasto comprensorio che copre gran parte della Toscana chiamato genericamente Chianti.
Risulta essere la più piccola sottozona del Chianti ma anche tra le più apprezzate.
I suoi vini sono stati tra i primi, nel secolo scorso, a varcare i confini d’oltreoceano, anche per la gran capacità di resistere a lunghi viaggi e a difficoltà di trasporto.
Rispetto al Chianti presenta una serie di maggiori restrizioni quali la resa per ettaro ed a ceppo più contenuta.
Anche con tali restrizioni la produzione in zona è ancora più contenuta, sia per esigenze climatiche che pedologiche, per la volontà dei vignaioli del Chianti Rufina di produrre qualità, che richiede per ottenerla basse rese produttive.
Da alcuni anni è in atto anche un lavoro di ricerca di zonazione per raggiungere vette eccelse sul piano qualitativo individuando i parametri ottimali per acquisire e conservare nel tempo tale qualità.
Il Chianti Rufina nasce da un Sangiovese che presenta caratteristiche di ruvidezza e pertanto ha bisogno di un periodo di tempo di stabilizzazione, per concludersi con un affinamento in bottiglia tale da conferire il caratteristico rosso rubino con riflessi granati.
Nelle storiche e talvolta nobiliari fattorie del Chianti Rufina sono conservate in perfetta cura bottiglie di Chianti Rufina invecchiate da diversi decenni sino ad oltre un secolo.
Altro vino di spicco nell’area della Rufina è il Pomino, il cui nome deriva dagli alberi di pomi presenti in zona.
Le produzioni sono particolarmente basse stanti le condizioni climatiche. Si tratta, infatti, di una frazione del comune che ha dato il nome all’area, ovvero Rufina. Pomino è il comprensorio vitato con l’altitudine maggiore (tra i 400 e i 750 metri) dell’intero Chianti Rufina. Un vino particolarmente apprezzato in epoche antiche; un bando granducale del 1716 lo poneva tra i quattro vini infatti necessitanti di una disciplina e di una tutela. Sia l’origine che il loro sviluppo si deve alla famiglia degli Albizi che aveva importato la “specializzazione” francese e l’introduzione di vitigni “miglioratori”, quali Pinot bianco, grigio e nero, Chardonnay, Merlot ed il Cabernet Sauvignon.
Superate le prime incomprensioni a livello locale, i vini hanno incontrato ben presto il favore del mercato, in particolare quello internazionale.
L’altimetria e le peculiarità di tali vitigni conferiscono al Pomino bianco, Rosso e Vin Santo una complessità di aromi senza eguali. Sia il Chianti Rufina che il Pomino sono parte integrante di quell’itinerario a più tappe compreso nella Strada del Vino, formalmente riconosciuta dalla Regione Toscana. L’ideale itinerario di viaggio che rafforza la volontà di promozione di un territorio identificato per decenni all’estero per essere l’espressione del Chianti nel classico e originale fiasco. Non a caso alcune delle feste salienti erano rappresentate da uno sfilare di carri allegorici trainati da buoi in cui erano impilati fiaschi su fiaschi con l’imponente scritta “rosso rufina extra” a rappresentare la produzione enologica della Rufina.
Al centro di tale comprensorio così denso di viticoltura, insiste la Villa di Poggio Reale all’ingresso della comunità di Rufina. Una villa cui si giunge dopo un luogo e caratteristico viale alberato.
La villa oggi è sede di un importante Museo della Vite e del Vino e di un’Enoteca. La tradizione locale attribuisce il disegno della villa a Michelangelo o alla sua scuola. Dopo anni di restauro si presenta come esempio di architettura rinascimentale fiorentina. Caratteristico è l’accesso principale con l’ampia scalinata a tenaglia che lo collega al piazzale. Nella villa si organizzano eventi e degustazioni e per molti anni anche la manifestazione enologica “Bacco artigiano”.
La dolce Val di Sieve per la ricchezza di tali eccellenze fu scelta come habitat collinare ideale per il relax, ma anche produttivo (prevalentemente è sempre stata la vite la regina di tale paesaggio) di gran parte della nobiltà fiorentina.
Una quantità di castelli e ville che rievocano il passaggio di Donatello, Raffaello, Cellini, o luoghi mistici dove si consumavano accordi e congiure.
Un insieme di realtà presenti in tutto il loro splendore lungo la Strada dei Vini Chianti Rufina e Pomino.
Il Chianti Rufina e Docg con i suoi 1300 ettari circa, rappresenta una piccola ma quotata area di quel vasto comprensorio che copre gran parte della Toscana chiamato genericamente Chianti.
Risulta essere la più piccola sottozona del Chianti ma anche tra le più apprezzate.
I suoi vini sono stati tra i primi, nel secolo scorso, a varcare i confini d’oltreoceano, anche per la gran capacità di resistere a lunghi viaggi e a difficoltà di trasporto.
Rispetto al Chianti presenta una serie di maggiori restrizioni quali la resa per ettaro ed a ceppo più contenuta.
Anche con tali restrizioni la produzione in zona è ancora più contenuta, sia per esigenze climatiche che pedologiche, per la volontà dei vignaioli del Chianti Rufina di produrre qualità, che richiede per ottenerla basse rese produttive.
Da alcuni anni è in atto anche un lavoro di ricerca di zonazione per raggiungere vette eccelse sul piano qualitativo individuando i parametri ottimali per acquisire e conservare nel tempo tale qualità.
Il Chianti Rufina nasce da un Sangiovese che presenta caratteristiche di ruvidezza e pertanto ha bisogno di un periodo di tempo di stabilizzazione, per concludersi con un affinamento in bottiglia tale da conferire il caratteristico rosso rubino con riflessi granati.
Nelle storiche e talvolta nobiliari fattorie del Chianti Rufina sono conservate in perfetta cura bottiglie di Chianti Rufina invecchiate da diversi decenni sino ad oltre un secolo.
Altro vino di spicco nell’area della Rufina è il Pomino, il cui nome deriva dagli alberi di pomi presenti in zona.
Le produzioni sono particolarmente basse stanti le condizioni climatiche. Si tratta, infatti, di una frazione del comune che ha dato il nome all’area, ovvero Rufina. Pomino è il comprensorio vitato con l’altitudine maggiore (tra i 400 e i 750 metri) dell’intero Chianti Rufina. Un vino particolarmente apprezzato in epoche antiche; un bando granducale del 1716 lo poneva tra i quattro vini infatti necessitanti di una disciplina e di una tutela. Sia l’origine che il loro sviluppo si deve alla famiglia degli Albizi che aveva importato la “specializzazione” francese e l’introduzione di vitigni “miglioratori”, quali Pinot bianco, grigio e nero, Chardonnay, Merlot ed il Cabernet Sauvignon.
Superate le prime incomprensioni a livello locale, i vini hanno incontrato ben presto il favore del mercato, in particolare quello internazionale.
L’altimetria e le peculiarità di tali vitigni conferiscono al Pomino bianco, Rosso e Vin Santo una complessità di aromi senza eguali. Sia il Chianti Rufina che il Pomino sono parte integrante di quell’itinerario a più tappe compreso nella Strada del Vino, formalmente riconosciuta dalla Regione Toscana. L’ideale itinerario di viaggio che rafforza la volontà di promozione di un territorio identificato per decenni all’estero per essere l’espressione del Chianti nel classico e originale fiasco. Non a caso alcune delle feste salienti erano rappresentate da uno sfilare di carri allegorici trainati da buoi in cui erano impilati fiaschi su fiaschi con l’imponente scritta “rosso rufina extra” a rappresentare la produzione enologica della Rufina.
Al centro di tale comprensorio così denso di viticoltura, insiste la Villa di Poggio Reale all’ingresso della comunità di Rufina. Una villa cui si giunge dopo un luogo e caratteristico viale alberato.
La villa oggi è sede di un importante Museo della Vite e del Vino e di un’Enoteca. La tradizione locale attribuisce il disegno della villa a Michelangelo o alla sua scuola. Dopo anni di restauro si presenta come esempio di architettura rinascimentale fiorentina. Caratteristico è l’accesso principale con l’ampia scalinata a tenaglia che lo collega al piazzale. Nella villa si organizzano eventi e degustazioni e per molti anni anche la manifestazione enologica “Bacco artigiano”.
Mappa
Documentazione
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