Guide

Tra i suoi compiti specifici l’Associazione trova sicuramente in quello tecnico-divulgativo una delle ragioni fondanti della sua esistenza ed un indubbio punto di forza. Moltissime le pubblicazioni prodotte in questi anni, qui raccolte e riproposte in una classificazione sia per anno, che per tipologia.

Lo fa con un’insieme di prodotti editoriali che, a partire dalla Guida/Annuario annuale delle Città del Vino, spaziano appunto dalla descrizione dei luoghi e dei territori del vino, ad ambiti più specifici e di carattere scentifico, come la zonazione dei vitigni antichi o i problemi normativi relativi denominazioni d’origine.

Tutte le pubblicazioni, realizzate dall’Associazione Città del Vino sono edite dalla sua editrice Ci.Vin. srl o, di volta in volta, da quei partner identificati come più adatti a trasmettere idee e nuove conoscenze nel mondo del vino e della promozione dei territori ad esso vocati.


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300 Vini - L'Italia del Sud e le Isole

2009
Guide

Autore: a cura di Gigi Brozzoni (Seminario Permanente Veronelli)
Editore: Ci.Vin Editore
pp. 256
Prezzo di copertina: € 15,00
Finito di stampare nel mese di dicembre 2009

Selezione di trecento vini proposti da Gigi Brozzoni del Seminario Permanente Veronelli e prodotti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Troppo a lungo la viticoltura meridionale è servita a sorreggere e correggere le più fragili viticolture del nord, non solo italiane; eppure oggi sa esprimere le più autentiche e preziose espressioni di territori forti e ricchi di storia e tradizioni. Con questa quarta guida si chiude il cerchio del nostro percorso tra le eccellenze del vino italiane. Un percorso che, però, non si ferma perché ogni anno le guide proporranno nuovi nomi, vecchie conferme, straordinarie novità enologiche.

300 Vini - L’Italia del nord est

2008
Guide
La copertina del Volume dedicato ai vini dell'Italia del nord est

Autore: Daniel Thomases
Collaborazione ai testi di Paolo Blasi

Ci.Vin Editore
pagine: 218
prezzo: € 15,00
Prima edizione finita di stampare nel settembre 2008

Trecento vini selezionati e degustati da Daniel Thomases.
Ogni vino è stato scelto in base alla sua piacevolezza qualitativa, all’intensità e l’equilibrio con cui ha saputo conquistare gli esigenti palati dei degustatori professionisti.
L'attento lavoro editoriale, in lingua italiana e inglese, è sviluppato in schede, ognuna delle quali è preceduta da un'intestazione che riporta l'anagrafica aziendale e la denominazione del vino. La pagina fornisce inoltre una breve descrizione della storia dell’azienda e del vino prodotto, la denominazione d’origine, le uve, i dati analitici e la zona di produzione. Il testo che segue esprime le sensazioni visive, olfattive e gustative nate dalla degustazione.
Tutte le aziende hanno puntato su vini ambiziosi, con invecchiamenti pazienti, ma senza tuttavia indulgere in prodotti “articolati” e “ampollosi”, prediligendo sempre il sapore autentico delle uve, l’equilibrio, l’integrità e la finezza della struttura.
“Lo sforzo di selezionare 300 etichette - ammette Thomases - tra centinaia di altre ottime produzioni non è stato facile; ma ancor più arduo è trovare le parole giuste per rendere la piacevolezza che ogni vino ci ha regalato”.
Ora sta al lettore la scelta e il divertimento d’incontrare le trecento perle dell’enologia del Nord-Est italiano; conoscerle in prima persona, a questo punto, sarà una piacevole necessità.

500 Vini – Guida ai Vini del Centro

2009
Guide
500 Vini – Guida ai Vini del Centro
Autore: Gigi Brozzoni

Ci.Vin Editore
pagine: 400
Prezzo di copertina: € 18,00
Finito di stampare nel febbraio 2009

Cinqucento vini scelti da Gigi Brozzoni del Seminario Permanente Veronelli e prodotti in Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Come per la precedente “300 vini del Nord Est”, il lavoro editoriale - in lingua italiana e inglese - è sviluppato in schede; ognuna fornisce una breve descrizione della storia dell’azienda e del vino prodotto, la denominazione d’origine, le uve, i dati analitici, le annate consigliate, la zona e la tecnica di produzione, le note sensoriali in fase di degustazione e infine l’anagrafica aziendale. Gigi Brozzoni, coautore delle guide oro “I vini di Veronelli”, ha scelto personalmente i cinquecento prodotti da segnalare all’attenzione dei consumatori.

500 Vini – L’Italia del nord ovest

2009
Guide
500 Vini – L’Italia del nord ovest

Autore: Gigi Brozzoni (Seminario Permanente Veronelli)
Editore: Ci.Vin srl
pp. 400
Prezzo di copertina: € 18,00
Finito di stampare nel mese di maggio 2009

Una selezione dei vini d’eccellenza di Liguria, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. Il vino,  riveste in queste regioni un ruolo importantissimo, tanto che alcune delle più prestigiose denominazioni di origine nascono in queste terre. Percorrere le vigne di questi territori vuol dire imbattersi in viticolture antiche ed arcaiche, concepite per la sopravvivenza delle popolazioni locali, che lentamente, passo dopo passo, si sono trasformate in esempi di viticoltura moderna, quando non persino di avanguardia, destinata a catturare l’attenzione dei più importanti mercati del mondo; ma significa anche imbattersi in modelli di viticoltura recentissima, di tipo imprenditoriale, anch’essa al vertice della propria tipologia e già capace di raccogliere grandi consensi da parte dei consumatori di mezzo mondo.

Gigi Brozzoni
Gigi Brozzoni, nato e residente a Bergamo, dopo molteplici esperienze maturate nel campo teatrale e nella progettazione di arredi, nel 1986 incontra Luigi Veronelli. La passione per il vino lo spinge a costanti frequentazioni enogastronomiche finché nel 1988 arriva al Seminario Permanente Luigi Veronelli di cui assume la direzione l’anno successivo. Da allora dirige la rivista Il Consenso, è animatore di convegni tecnico-scientifici in ambito viticolo ed enologico ed è ideatore e conduttore di corsi di analisi sensoriale per professionisti e appassionati. Negli anni Novanta ha curato la redazione dei Cataloghi Veronelli dei vini d.o.c. e d.o.c.g. e dei Vini da Favola, poi è autore del testo “Professione Sommelier”, edito dalla Casa Editrice Le Monnier di Firenze, primo manuale sul vino per le scuole alberghiere italiane. Dal 1997 è  curatore della guida Oro “I Vini di Veronelli”.

Annuario 2007 delle Città del Vino

2007
Guide
Copertina del nuovo annuario dell'Associazione

Introduzione di Filippo Bartolotta
A cura di Paolo Corbini, Federica Coradduzza
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Luigi Sacco

550 Comuni
22 Soci Straordinari

Dall’introduzione di Filippo Bartolotta

Consumato nel 2006 il quarantennale anniversario della nascita della grande avventura delle Denominazioni di Origine Controllata in Italia, nel 2007 si celebra anche il ventennale dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Un doppio anniversario estremamente ravvicinato, quasi un evento nell’evento per festeggiare quell’Italia che del e col vino ha consumato una sorta di relazione d’amore. Se, infatti, buona parte della nostra bella penisola da sempre ama – ottimamente ricambiata – il vino e la viticoltura, è nel 1966 che questo amore diviene adulto, si struttura in un’unione, in un matrimonio vero e proprio: in altre parole è il 1966 l’anno in cui le etichette iniziano a fregiarsi del marchio Doc (ad onor del vero il DPR riguardante le Denominazioni data 1963, cioè tre anni prima di quel 3 marzo 1966 che vide la Vernaccia di San Gimignano inaugurare la lunga stagione delle Doc italiane, ma questi sono puntigli sterili). Ma cosa si cela, o si celava, dietro a quelle tre lettere, successivamente divenute quattro con l’aggiunta delle “g”? Quando qualcosa appare “universalmente acquisito”, vale la pena farsi qualche domanda per evitare il rischio che la parola si svuoti di significato. La domanda che allora ci poniamo è: come stanno oggi, a quattro decenni dalla loro nascita, le Doc italiane? Anzi, come sta l’idea stessa di Doc? In quali regioni o in quali zone essa ha attecchito meglio, in quali altre invece stenta? Risposte che risulteranno più facili, o almeno più precise, leggendo il variegato panorama italico del vino, utilizzando come metro di misura proprio i dati relativi ai VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate), cioè all’insieme di Doc e Docg italiane.

Filippo Bartolotta

Annuario 2008 delle Città del Vino

2008
Guide
la copertina della guida 2008 alle Città del Vino

Introduzione di Fabio Taiti
presidente Censis Servizi Roma

A cura della redazione di Città del Vino
Ci.Vin.srl Editore
Immagine di copertina:Valentina Vitolo
rielaborazione del bozzetto vincitore del concorso per il manifesto 2008 di Città del Vino

561  Comuni
37 Soci Straordinari

L'Annuario 2008 delle Città del Vino presenta i 561 Comuni associati e i 37 soci straordinari che aderiscono, Province, Parchi, Comunità Montane, Strade del Vino e dei Sapori. Tutti impegnati nella promozione e nella tutela dei territori rurali e dei loro prodotti agroalimentari di qualità, eccellenze vitivinicole in testa. Le Città del Vino rappresentano un ideale itinerario nell'Italia del bello e del buono da conoscere e da difendere.

Arkevino - Guida alle Strade del vino e dei sapori d'Italia

2008
Guide
La guida ale Strade del Vino italiane
Autore: Iole Piscolla
Grafica e impaginazione: Milc
Copertina: Aldo La Monica
Prezzo di copertina: € 14,00
Copyright: Civin srl 2008

Cos’è Arkevino?
Dal greco Arkè, per indicare l’origine dei luoghi del vino, il principio di una rinnovata cultura della ricettività, della ristorazione, della visita in cantina, dell’insieme di servizi volti alla corretta fruizione del territorio, oltre che degli ambienti rurali di qualità. In altre parole, lo stile dell’enoviaggiare in guida.
Un tour che attraversa le aree tematiche con cui le Strade del Vino e dei Sapori si propongono in Italia, che vuole valorizzare i tesori enologici, gastronomici ed artistici che fanno dei percorsi presentati ambienti “d’eccellenza”.
Con questa guida è possibile farsi in maniera immediata un’idea dell’Italia del turismo enogastronomico attraverso la selezione dei percorsi riconosciuti dalle Regioni ed effettivamente operativi.
Un volume con cui ripercorrere storia e geograficità dei territori e dei prodotti da cui prendono il nome i 140 itinerari illustrati.
Per questo Arkevino, e per questo un prodotto editoriale (l’unico dedicato a tale classificazione, se di classificazione si può parlare) per legare l’enoturismo a tutte le possibili declinazioni rispetto a forme di turismo fino a pochi anni fa considerate “altre”, lette come diverse rispetto ad una realtà a se stante come l’enogastronomia.
Quando si parla di Strade, questo prezioso anello di connessione fra il cliente ed i territori, si parla infatti di tratti qualitativi della nostra offerta, dei nostri servizi, dei nostri prodotti, di un insieme di fattori costituenti il valore di quello che genericamente viene definito come made in Italy dell’enogastronomia.
Un fenomeno che ha attecchito ovunque, anche in zone che si pensava non vocate al turismo enogastronomico.
Un settore che ottiene, nelle sue espressioni, citazioni, premi, riconoscimenti, ma che ha una origine ben precisa, determinata, assai più che radicata.
Sì, perché il vero made in Italy è essenzialmente la summa degli aspetti qualitativi (standardizzati e certificati) di un percorso produttivo, che muove dalle caratteristicità di un paesaggio agricolo e si espleta compiutamente, dopo il suo naturale percorso, nella identità di un prodotto finale, ed infine, dei servizi accessori legati alla multifunzionalità dell’agricoltura.
La promozione della Strada, infatti, contribuisce in modo significativo alla vendita del prodotto, laddove per prodotto si intende, oltre al contenuto vino e gastronomia, anche lo strumento, ovvero la Strada stessa.
Gli stranieri, lo sappiamo, sono stati i primi ad apprezzare vacanze come queste, fatte di tempi privi di frenesia e tanta curiosità per l’entroterra; oggi queste soluzioni le amano anche gli italiani, in altrernativa alle vacanze standardizzate.
Arkevino, attraverso cui è possibile farsi in maniera immediata un’idea di quelli che sono gli aspetti caratterizzanti un territorio, è uno strumento utile per informare agevolando un turismo di qualità: le Strade presentate soddisfano tutti gli standards di qualità minimi, ovvero i requisiti funzionali alla loro esistenza e requisiti facoltativi, distinguendosi ciascuna per l’alta qualità dei vini, della gastronomia e il valore artistico e naturalistico degli itinerari che consentono di conoscere la cultura del posto.
Una chiave di lettura alla rete dei servizi turistici e culturali dei territori del vino veicolati dai punti informazione delle Strade del Vino e dei Sapori, i cui consorzi si collocano spesso presso uffici comunali o sistemi turistici locali.
In altre parole, uno strumento per sottolineare i numeri delle Strade come numeri chiave del turismo del vino, utili al reperimento delle informazioni ed al collegamento sul territorio dei soggetti interessati.

Guida 1989 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida

Realizzazione: Studio Archimede, Asti
Disegno di copertina: Giancarlo Ferrarsi

66 Comuni

(copie esaurite)

La valorizzazione del turismo nelle aree viticole specializzate e la crescita della cultura sono già tra gli scopi primari della Associazione Nazionale “Città del Vino”. Ed ecco, in occasione del secondo anniversario della vita dell’Associazione, questa guida turistica che segnala le città associate, che si distinguono, fra i centri del vino, per tradizione, professionalità e qualità. La guida è redatta in forma sintetica ma contiene molte interessanti proposte. Sono paesaggi con l’architettura dei vigneti; città fatte d’arte e di storia; manifestazioni antiche e nuove. Le testimonianze e le espressioni, insomma, della civiltà del vino. Da terre benedette da Dio il lavoro appassionato ed intelligente dell’uomo ha saputo trarre questo prodotto che è una delle cose più belle. A patto di saperlo scoprire e gustare, naturalmente. Il nostro invito non è per la massa anche se è per tutti. Queste città, questi territori si visitano a piccoli gruppi, con calma, con rispettosa attenzione. Ma di certo attorno alla bottiglia, e alla gastronomia più valida che l’accompagna, si coglieranno sensazioni rare e valori profondi.

Il Presidente
Tomaso Zanoletti

Guida 1994 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida

113 Comuni
A cura di Elio Archimede
Musumeci Editore
Grafica di copertina: Arnaldo Tranti Design
Fotografia di copertina: Dettaglio di un affresco raffigurante San Vincenzo, patrono dei viticoltori (Enzio Sanguinetti)

(copie esaurite)

Un turismo specializzato del gusto, alla ricerca dei vini migliori, sta crescendo nelle consuetudini di italiani e stranieri visitatori dell’Italia. Il nostro paese, oltre ad essere un eccezionale giacimento di opere d’arte e di monumenti storici, è anche uno straordinario mosaico di prodotti vinicoli differenziati, talvolta di piccola o piccolissima dimensione quantitativa, ma indicativi di una diversità che è pregio, creatività, valore. Le Città del Vino sono una felice sintesi di storia del territorio, di immagine culturale, di selettività qualitativa. È in collaborazione con la loro Associazione nazionale, impegnata ora in un processo di sviluppo europeo, che nasce questa Guida per visitatori appassionati, alla cui attenzione si sottopone una prima essenziale informazione sulle tradizioni vitivinicole dei 113 Comuni italiani associati. Alcune essenziali documentazioni statistiche riportate nelle schede comunali consentono di conoscerne dimensioni e caratteri territoriali, intensità di coltivazione del vigneto, qualificazione doc e docg, disponibilità di enoteche pubbliche e di musei del vino. Le schede comunali sono raggruppate per itinerari di varia dimensione in ordine alfabetico itinerario per itinerario; punti di riferimento sono le regioni geografiche omogenee. Ciascun itinerario può essere percorso in genere in una sola giornata, ma è consigliabile una visita più attenta, perché il vino ama i tempi giusti di conoscenza, la serena degustazione, l’accompagnamento ai cibi tipici del territorio, un contatto diretto e approfondito con la gente e il paesaggio dell’area produttiva. Per vivere al meglio il proprio tempo, le sue stagioni e l’evoluzione della civiltà del vino, alla cui celebrazione l’Associazione Città del Vino ha dedicato l’anno 1994.


Elio Archimede

Guida 1996 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida
A cura di Davide Paolini
Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Renato Sala

188 Comuni

Guida 1997 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida
A cura di Luigi Veronelli
Cronache: Alessandra Pizzaballa
Coordinamento: Marc Tibaldi
Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Renato Sala

243 Comuni

Guida 1999 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida
A cura di Alessandro Masnaghetti
Coordinamento: Paolo Corbini
Prodotti tipici: Rocco Lettieri
Sperling & Kupfer Editori
Foto di copertina: Fabrizio Tronfi

306 Comuni

Guida 2000 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida

A cura di Burton Anderson
Hanno collaborato:
per i vini: Alessandro Masnaghetti
per le città: Paolo Corbini
per i prodotti tipici: Rocco Lettieri
Ci.Vin Editore
Copertina: Renato Floris

351 Comuni

(copie esaurite)

Dall’introduzione di Burton Anderson

Il mio contributo alla guida Le Città del Vino 2000 vorrebbe offrire una visione d’insieme del passato, presente e futuro del vino italiano interpretata da uno straniero. Nel tempo che la mia analisi prendeva forma, mi sono reso conto di essere da molti anni troppo coinvolto nel tema per affrontarlo con gli occhi di un disinteressato osservatore esterno. L’argomento è senza dubbio assai vasto e complesso e la sfida che avevo raccolto era di fare affidamento al mio senso di sintesi giornalistica al fine di illustrare una realtà in modo approfondito e succinto. Nel valutare i possibili tipi di approccio all’argomento, ho ritenuto che un lungo resoconto convenzionale sarebbe potuto risultare alquanto tedioso, e ho quindi optato per uno stile che spero sia più stimolante: un’intervista con me stesso. Ne consegue una serie di domande, risposte, commenti ed opinioni accorate che riassumono le mie esperienze personali con il vino italiano nel corso di quasi quanta anni.

Guida 2002 alle Città del Vino

Anni precedenti
Guide
Copertina della guida

A cura di Carlo Petrini e Guido Stecchi
I testi delle introduzioni sui vini regionali sono a cura dei responsabili Slow Food: Antonio Attorre, Walter Bordo, Michele Bruno, Fabrizio Russo, Giorgio Canonica
Hanno collaborato per i testi sui prodotti tipici Isabella Monaco e Isabella Bertario
Ci.Vin Editore
Copertina: Francesco Panico, Guido Pigni

407 Comuni

(copie esaurite)

Dall’introduzione di Enzo Biagi

Oggi che le bandiere dei vini italici sono diventate un vessillo d’araldica da esibire gonfiando il petto, non c’è territorio che non sgomiti per far vedere quanto sventola alta anche la propria. Il legame profondo che si è creato fra il fascino di un’etichetta e l’ulteriore appela che ci regala la conoscenza del territorio da cui proviene, ha tracciato il primo e fondamentale solco verso un nuovo modo d’intendere l’agricoltura contemporanea. Preso atto di questa positiva evoluzione, è utile non dimenticarci del recente passato: non serve andare indietro troppi decenni per ricordare il mondo rurale svilito a miniare di un’agricoltura massiva in cui ad arricchirsi erano soltanto in pochi, senza nessun rispetto per le infinite diversità delle nostre campagne, nessuna gratificazione morale ed economica per i contadini, e men che mai nessun beneficio per i territori circostanti. Le Città del Vino hanno annodato – un’operazione al tempo stesso utile e profetica – un cordone che oggi lega l’enologia del contado con la cinta muraria dei centri urbani, la nobiltà (finalmente!) di un frutto di lavoro agricolo con le opere d’arte dei musei, con gli scorci di antiche strade cittadine e, perché no, con le botteghe che si affacciano in quelle vie, ultimo tassello della filiera alimentare di una regione. È la scoperta di una cultura a 360 gradi, che non dimentica qualsivoglia espressione di una terra e concilia tutte le voci e tutti i prodotti, che dal matrimonio traggono reciproci vantaggi.

Enzo Biagi

Guida 2003 alle Città del Vino

2003
Guide
Copertina della guida

Introduzione di Bruno Pizzul
A cura di Guido Stecchi, Susanna Bruni, Walter
Peruzzi
Per i testi dei prodotti tipici e delle ricette hanno collaborato:
Isabella Bertario, Luciano Imbriani, Isabella Monaco
Ci.Vin Editore
Copertina: Paola Hage Chenine

484 Comuni

(copie esaurite) 

Dall’introduzione di Bruno Pizzul

VINO, PATRIMONIO DA CONOSCERE E GODERE
E se, sfuggendo alle sirene ammaliatrici del turismo superorganizzato, decidessimo di andare a zonzo senza una meta prestabilita, quasi all’avventura, per inventarci stimolanti itinerari personali? Bella scoperta, direte, ma ci vuol tempo, capacità di adattarsi, garanzia di trovare qualcosa che valga davvero la pena. Remore e preoccupazioni ovvie, ma dalle nostre parti si può, non c’è altro Paese al mondo in cui sia praticabile un estemporaneo nomadismo vacanziero altrettanto allettante. Pochi chilometri ed ecco il nuovo, il diverso altri paesaggi, la parlata, le abitudini, la storia, la cucina, il vino. Un autentico patrimonio da conoscere e godere, lì, a portata di mano, ma spesso ci facciamo incantare da richiami più esotici e da soluzioni vacanziere di massa. Con l’illusione che una conchiglia comprata su una bancarella di Cancun sia più “in” di una buona bottiglia (rima involontaria) scovata presso qualche vignaiolo nostrano. Poi, naturalmente, ognuno si regoli come crede. Dirò, tuttavia, di un vecchio e piccolo sogno personale che ho da sempre coltivato, andarmene in giro piano piano in bicicletta, da un paese all’altro, per respirare e annusare le mutevoli atmosfere che ci regalano le nostre contrade

Bruno Pizzul

Guida 2004 alle Città del Vino

2004
Guide
Copertina della guida

Introduzione di Jancis Robinson
Schede a cura di Fabio Piccoli
Ci. Vin Editore
Copertina: Giancarlo Rolandi

511 Comuni
11 Soci Straordinari

(copie esaurite)

Dall’introduzione di Jancis Robinson

Cosa mi piace del vino italiano Quello che mi piace di più del vino italiano è... l’Italia.
Io ho avuto la fortuna di poter visitare quasi ogni paese del mondo che produce vino, ad ogni livello (e oggi vi includo anche Cina e Brasile), ma non conosco nessun altro posto in grado di realizzare vini con un mix così bello ed eccitante tra ciò che offre la Natura e ciò che l’uomo crea come l’Italia. Da nessuna parte ho mai trovato quella speciale combinazione che unisce un paesaggio sorprendente ad un’architettura che commuove, come in Italia. Come donna inglese e turista curiosa dell’Italia (l’Italia è l’unica destinazione vacanziera che appassiona i cinque membri della mia famiglia, per varie ragioni: estetiche, sportive, modaiole e gastronomiche) spesso mi domando se gli italiani stessi sono consapevoli dell’unicità del proprio paese. Deve essere meraviglioso vivere costantemente circondati dai segni della sensibilità estetica e dell’abilità architettonica delle generazioni passate. E, naturalmente, all’interno di questi meravigliosi edifici ci sono spesso dipinti e statue così sofisticati e venerabili che il Nuovo Mondo, affermano i produttori di vino, può solo sognare di possedere (credo che il produttore medio di vino nella Napa Valley farebbe di tutto per avere uno dei tantissimi dipinti che abbelliscono gran parte delle chiese italiane). Ma non sono solo una costruzione sacra, un duomo famoso o i grandi palazzi che danno all’Italia quel fascino speciale. Sono anche i portici, gli archi, le colonne, i balconi o una finestra in qualche angolo grazioso. Noi adoriamo i vostri vicoletti, le piazze, le scalinate ripide e tutte quelle piccole cose che gli italiani del passato hanno realizzato, e che probabilmente gli italiani di oggi ignorano.
Ma non è solo un fenomeno puramente storico. Gli italiani, forse più delle altre popolazioni, continuano a voler “influenzare” il mondo secondo lo stile e la forma, e persino l’industria del vino italiano si fregia di alcune costruzioni dedicate al mondo del vino estremamente all’avanguardia. Per noi, che non siamo italiani, tutta questa bellezza si riflette in qualche modo in ogni bottiglia di vino italiano.

Guida 2005 alle Città del Vino

2005
Guide
Copertina della guida

Introduzione di Attilio Scienza
Schede a cura di Fabio Piccoli e Guido Stecchi
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Pietro Contento

519 Comuni
18 Soci Straordinari

(copie esaurite)

Dall’introduzione di Attilio Scienza

La comunicazione così come viene realizzata oggi è contro la tradizione, non perché trasmette l’effimero o il provvisorio, ma perché si appropria ed usa in modo improprio i valori che vuole mettere fuori gioco, attraverso un impiego strumentale e funzionale del linguaggio, per l’ambivalenza che secondo Freud è insita nelle parole, per cui una sola parola può designare due concetti opposti. L’origine della parola “tradizione” come è stata spiegata nella prima parte di questo scritto può rappresentare un esempio efficace. Purtroppo, questo modo di fare comunicazione porta ad una trasmissione senza memoria e senza inconscio, che rende il pubblico molto sensibile e recettivo, ma incapace di trattenere ciò che è scritto. Questo non succede se invece si dà un senso all’informazione, anche in chiave estetica, dove il senso è rappresentato dal punto di confluenza di comportamenti codificati attraverso il risultato di metodologie antropologiche, linguistiche, filosofiche, sociologiche,ecc. L’essenziale è cominciare a sottrarsi, anche nel campo della comunicazione del vino, a quel “pensiero unico” che pretende di regolare i comportamenti produttivi della cosiddetta viticoltura tradizionale, che non a torto si oppone ad una colonizzazione che tende attraverso la stampa specializzata dei Paesi del Nuovo Mondo a delegittimare i valori della tradizione della viti-enologia europea, dove il successo dei vitigni autoctoni viene comunicato come il rimpianto e la nostalgia di un’epoca passata, una moda effimera, non riconoscendo a questi vini meriti qualitativi. Viene da pensare alla metafora contenuta nella favola di Fedro della volpe e dell’uva!

Attilio Scienza

Guida 2006 alle Città del Vino

2006
Guide
Copertina della guida

A cura di Paolo Massobrio
Ci.Vin Editore
Immagine di copertina: Luigi Sacco

(copie esaurite) 

538 Comuni
21 Soci Straordinari

A firmare l’edizione 2006 è il noto giornalista e critico enogastronomico Paolo Massobrio - direttore di Papillon, periodico di sopravvivenza gastronomica e autore de Il Golosario, la guida alle mille e più cose buone d'Italia - con un’ampia introduzione che richiama il mondo della vitivinicoltura italiana a rivalutare l’originalità dei nostri tanti territori: un patrimonio di centinaia di vitigni originali e altrettanti vini; il vero elemento di distinzione, non imitabile in Cina come in Australia, del made in Italy. Una riflessione articolata quella di Massobrio che non trascura le politiche di prezzo, l’effetto boomerang delle mode e della globalizzazione dei gusti, la grancassa di una comunicazione mediatica che spesso sale in cattedra.

“Il vino, nel senso di bene di alta qualità che l’Italia può far conoscere al mondo, non potrà mai essere un prodotto di massa - sottolinea Massobrio - perché ha la sua forza nell’individualità di una collina, di un territorio, di un paese”. Ed è proprio questo patrimonio che la nuova Guida alle Città del Vino intende rappresentare, il patrimonio di cultura, vitigni, itinerari enogastronomici, città, luoghi da visitare e assaporare nella rete delle 550 Città del Vino, l’associazione italiana dei Comuni Doc. “Se il consumatore non potrà permettersi il Supertuscan, riscoprirà il Chianti dei Colli Senesi; e se lo Champagne diventa proibitivo, potrà andar bene anche il Prosecco – scrive ancora Paolo Massobrio - In America già qualche avvisaglia in tal senso è arrivata. Ma questa, se è l’ora della verità chiama direttamente in causa i Comuni, le Città del Vino, che devono fissare il valore del loro bene prezioso, ossia il territorio”.

Come sottolinea l’autore ai Comuni e alle Città del Vino spetta il compito di fissare il valore del proprio territorio, quel bene prezioso che può rendere il vino un prodotto carico di valenze culturali – aggiunge Floriano Zambon, presidente delle Città del Vino e sindaco di Conegliano Veneto (Tv) - E’ esattamente quanto l’Associazione sta facendo da vent’anni, da quel lontano 1987 anno della sua fondazione. Proprio in occasione di questo Forum Biteg abbiamo voluto far salire sul palcoscenico la filiera del territorio, i progetti, le idee, le iniziative che messe insieme l’una all’altra, come tanti pezzi di un mosaico, rendono il nostro sistema del vino più concorrenziale”.

Le Strade del Vino e dei Sapori

2004
Guide
Responsabile Editoriale: Iole Piscolla
Fotolito e stampa: Pacini Industrie Grafiche per conto di Edifir - Edizioni Firenze
Prezzo di copertina:15,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di Gennaio 2004
Copyright © 2004 Ci.Vin Srl

Dall’intoduzione di Giacomo Tachis

Bellissimo percorrere le strade del vino! Esse sono segni di unità, di fraternità, di comunicazione sociale, culturale, scientifica, religiosa e soprattutto di “comunicazione umana”. E, al di là di tutto, le strade sono anche segni di unità fisica nel senso più ampio dell’espressione. Le strade, i viottoli, i sentieri, il “camminare” in generale dischiudono i nostri sensi e acuiscono le nostre percezioni sensoriali, consegnandoci un patrimonio preziosissimo composto da mille sapori, aromi e colori, che affina e arricchisce il nostro spirito. Esso rende più stretto quel legame tra sensi e sensibilità, che connette la dimensione corporale, fisica dell’uomo, a quella intellettuale. I sensi infatti sono le porte dell’intelletto. Il sentire sta in noi, ma non dipende da noi. Non per nulla Levi-Strauss ha detto che un cibo deve prima di tutto essere pensato buono ancor prima di essere consumato buono.
Le strade del vino rappresentano un’affermazione umana e culturale di alto ed ampio valore.
Come il vino, anche le sue strade fungono da elemento conduttore di incontri, di comunicazioni, di scambi di informazioni e in particolare agiscono sul “palato civile” degli uomini. Le strade del vino inoltre svolgono un altro ruolo importantissimo: non solo rappresentano una fra le espressione più esplicite dell’influenza dell’attività umana sul paesaggio, ma il loro percorrerle permette all’uomo di apprendere e di avvicinarsi alle “impronte storiche” del passato, il cui ambiente non soltanto è modificato dalle varie attività economiche, ma anche da azioni determinate da una forte motivazione spirituale. Questo “patrimonio culturale” che si potrebbe persino definire “patrimonio geoantropico” si compone del paesaggio stesso, ma proprio in funzione di questo “antropico”, anche di risorse e capacità umane amate dal quel turistaviaggiatore dai “sensi sviluppati” e dall’intelletto curioso e vivace, desideroso di conoscere nuove realtà olfattive e gustative.
Il mare, la costa, le isole gli scogli pittorici oltre a incantare gli occhi e la mente offrono una ricchezza di tradizioni che talvolta affondano le proprie radici nel mito. La storia ce lo racconta per filo e per segno e il paesaggio ancora di più Le carte, gli itinerari e quindi il sistema viario delle strade del vino, servono in vario modo alla lettura e all’interpretazione del paesaggio, soprattutto dei paesaggi del passato che contengono molti degli elementi strutturali attuali. Esse rappresentano un bene culturale o meglio, geo-culturale comodo e sintetico. Usiamole dunque, tenendo di conto che le percezioni simboliche, se ben radicate, non muoiono; e le carte ci guidano in questa riscoperta, oltre naturalmente ad istruirci sulla dinamica spaziale delle nostre regioni costiere e non.

Le Strade del Vino e dei Sapori 2005

2005
Guide
Copertina della pubblicazione
Responsabile editoriale: Iole Piscolla
Impaginazione grafica: Milc.
Prezzo di copertina: 18,00 Euro.
Finito di stampare in Italia nel mese di gennaio 2005
Copyright © 2005 Ci.Vin Srl

(Copie esaurite)

Il Commento:
Ci chiediamo spesso dove risieda la forza di quel potente magnete che è l’enogastronomia. Sta nell’esperienza dei sensi. Noi conosciamo il nostro mondo perché lo percepiamo. Ebbe a dire Brillat-Svarin che giova all’umanità più un nuovo manicaretto che la scoperta di una nuova stella. A noi homo tecnologicus questo può apparire blasfemo, ma a ben vedere entrambe queste scoperte defi niscono il nostro universo, anche interiore. Ecco dunque che il lavoro di Iole Piscolla ci suggerisce i luoghi dove coltivarlo. Sono le strade del vino e dei sapori, sono i musei della nostra ruralità, sono oggi fi nalmente i siti dove nel mondo ha avuto origine la cultura del buono.
Che non è semplicemente degustare o alimentarsi, è ascoltare il linguaggio della terra che si esprime, attraverso l’umana fatica, in una sublime poetica sensoriale. Se siamo consapevoli di questo allora possiamo camminare il mondo con animo lieto e ci possiamo sorprendere perché sappiamo comprendere. Questo volume ha il pregio di raccontarci con precisione da agrimensore, con profondità di studioso, ma anche con la gioia della condivisione di una passione: l’amore per la terra, per ciò che ci dà, per coloro i quali l’albergano. Si compie così un doppio percorso: culturale e fattuale. Ed è giusto dire che via via questo libro è passato dall’essere una guida (utilissima peraltro) ad essere uno strumento di comprensione e un’isola di gustosa lettura. Credo che ogni Vinandante, qual io sono, vi possa trovare di che incuriosirsi e meditare, ed ogni cultore del buono un’occasione profi ttevole per incrementare la propria passione e condurre felicemente l’esperienza dei sensi.
Buona lettura.

Carlo Cambi
Direttore I Viaggi di Repubblica

Vent'anni attraverso le guide delle Città del Vino

2007
Guide
Copertina della pubblicazione
Responsabile editoriale: Paolo Corbini
Impaginazione grafica: Ci.Vin Srl
Immagine di copertina: Annalisa Bruno, 3° classificata al concorso per il Manifesto 2007
Finito di stampare in Italia nel mese di maggio 2007
Copyright © Ci.Vin Srl 2007


Dall’introduzione di Valentino Valentini, Presidente di Città del Vino

Ogni compleanno ha i suoi regali. E anche noi, per festeggiare i venti anni di attività dell’Associazione nazionale Città del vino, nata a Siena il 31 marzo 1987, abbiamo voluto regalarci questa pubblicazione, fra le tante iniziative intraprese nel corso dell’anno 2007. Si tratta della raccolta dei saggi introduttivi che hanno caratterizzato le diverse edizioni della nostra annuale Guida alle Città del Vino; testi che, rileggendoli oggi, alcuni a distanza di molti anni, mantengono inalterata la loro attualità. Penso, in particolare, all’introduzione che Luigi Veronelli scrisse per la guida del 1998 e di come esortasse alla conoscenza dei vitigni autoctoni, indicandoli come la grande scommessa del vino italiano. Tutti da leggere anche i profili che preparò per ogni città; più che il vino, Veronelli ha descritto ambienti, cose e persone disegnando dei quadretti coloratissimi e di grande piacevolezza narrativa. Molti gli autori di prestigio che si sono succeduti, protagonisti della scena del vino – e non solo: da Alessandro Masnaghetti a Carlo Petrini, da Burton Anderson a Jancis Robinson, da Paolo Massobrio a Davide Paolini; abbiamo anche avuto il piacere di ospitare scritti di personaggi del mondo della comunicazione del calibro di Enzo Biagi e Bruno Pizzul.
Infine il saggio di Filippo Bartolotta che nel 2007 fotografa la situazione delle Doc italiane, regione per regione. Poi la guida si è ampliata, sono aumentate le Città del Vino da segnalare; oltre al vino, si è dato spazio ai prodotti tipici e alle ricette, pubblicando in alcune edizioni delle vere e proprie mini enciclopedie del gusto. Ma con il crescere del numero dei Comuni associati, e poi anche con l’ingresso dei Soci straordinari, è stato necessario trovare una formula nuova perché sempre più difficile diventa poter parlare di quasi 600 enti territoriali, poterli descrivere compiutamente dando per ognuno cenni sufficienti sul vino e non solo. Così si è passati alla formula dell’annuario, valorizzando i progetti di marketing territoriale del Comuni, anche se già dal prossimo anno sarà inevitabile ricercare una ulteriore originale idea.