Il caso Velenitaly
Di ritorno dal Vinitaly. Decisamente un’edizione che rimarrà nelle memorie di molti grazie (o meglio a causa di) una clamorosa uscita in edicola del numero dell’Espresso proprio in contemporanea con la giornata inaugurale della fiera.
In un momento in cui il nostro Bel Pese fatica a tirare su la testa dal problema rifiuti e dallo scandalo (anch’esso insensatamente pompato da tv e giornali) delle mozzarelle alla diossina, ecco che il settimanale “sbatte” in copertina un vergognoso titolo sensazionalistico, accuratamente pensato proprio in concomitanza con l’evento fieristico più importante del mondo del vino italiano: Velenitaly.
La cosa più triste è però che, sempre sulla stessa copertina, come in un unico melting-pot, le sofisticazioni alimentari sul vino, vengono messe alla pari con “il pane della camorra” e il “finto olio italiano” e le truffe su Chianti e Brunello, creando una immensa confusione tra adulterazione e sofisticazione.
L’Espresso si è sempre distinto per aver portato alla luce realtà nascoste attraverso inchieste validissime (ricordiamo una tra tutte l’inchiesta sul lavoro sommerso dell’ottobre 2006) ma affossare in maniera così bieca un comparto intero, facendo di tutta un erba un fascio, in un momento così delicato per il Made in Italy è un’azione quantomeno scorretta, se non decisamente vigliacca nei confronti di migliaia di produttori onesti. Inchieste di questo tipo sono utili, anzi devono esistere per portare alla luce situazioni viziate, ai limiti della legalità, ma continuare a buttare fango su un Paese – il Nostro – già affaticato e inaffidabile agli occhi esteri attraverso pagine che hanno più dello scandalistico che della reale inchiesta-verità non aiuta.
Della serie “facciamoci male da soli”.
Guarda l'intervento del Presidente di Veronafiere sull'Argomento: http://it.youtube.com/watch?v=asZtFnvTk80&feature=related

(Focaccia di Altamura)

