Forum Biteg
IL TURISMO ENOGASTRONOMICO E LE STRADE DEL VINO
Il turismo enogastronomico è sempre più legato alle voci che lo raccontano, alle persone che lo costruiscono, alle risorse umane realmente dedite e impegnate nel suo sviluppo. Poco è rimasto da spiegare, molto da costruire in relazione alle trasformazioni in atto e al riposizionamento che il settore vino e il settore turismo stanno vivendo in questi anni.
Anche lo spiegare, come viene fatto attraverso il Forum, non può che essere un costruire mantenendo fede alle caratteristicità dei luoghi, alle peculiarità dei prodotti, alle singolarità delle tradizioni, ma in un’ottica di sintesti, capace di promuovere l’omogeneizzazione degli standard qualitativi in relazione alle nuove normative europee, alla crescita dei servizi laddove carente, alla destagionalizzazione dei flussi turistici laddove ingolfante, e soprattutto in relazione ad una migliore aderenza fra le aspettative misto pubblico/private – che per natura associativa rappresentano le Strade del Vino - e la capacità dei territori di non deluderle.
E allora ecco l’Italia del turismo del vino raccontata dai suoi protagonisti, con 50 relatori fra docenti universitari impegnati nelle indagini sul turismo enogastronomico, nazionali e regionali, tecnici di certificazione, internazionalizzazione, comunicazione, professionisti e giornalisti del settore oltre che Coordinatori regionali di Strade del Vino, che hanno raccontato, discusso, lanciato moniti e proposte.
Il risultato è, in maniera indiscutibile, di estrema ricchezza: sono state evidenziate le Strade del Vino e dei Sapori come elementi di notorietà delle produzioni e dei territori italiani d’eccellenza e sono stati messi a confronto per la prima volta i modelli negli anni costruiti, dibattendo intorno agli strumenti coadiuvanti necessari allo sviluppo di più corrette strategie di mercato, nonché ad una efficace internazionalizzazione dell’offerta.
Da tutto questo emerge che molto è stato fatto. E proprio mentre all’estero si emulano le Strade italiane e si prende a modello la capacità di integrazione da queste dimostrate, l’Italia dei tecnici discute intorno agli aspetti imprescindibili al corretto sviluppo delle stesse, in modo tale da non disperdere un patrimonio di valore incommensurabile.
Un patrimonio fatto, come dice l’Osservatorio del Turismo del Vino (uno dei pochi, nel mondo, a carattere nazionale), di una crescita costante fino ad 2012, di una capacità di spesa in Italia di quasi 200 euro al giorno per enoturista (il doppio rispetto alla Spagna..), di 140 percorsi certificati, di una implementazione marcata della capacità di integrazione, sotto l’egida della qualità, della certificazione, del servizio, dell’accrescimento di valore. Non è poco.
Negli Atti del Forum vengono approfonditi gli aspetti relativi alle risorse necessarie alla conduzione delle Associazioni (Rifinanziamento 268/99 - Piani di Sviluppo Rurale delle Regioni – Modalità di presentazione delle proposte progettuali presso Dipartimento Generale del Turismo); la certificazione qualitativa, con l’applicazione dei regolamenti nazionali ed europei; l’innovazione nella presentazione e promozione degli itinerari attraverso la comunicazione on line, elemento imprescindibile alla visibilità delle DOC e DOCG e delle produzioni tipiche, in primis DOP e Agroalimentari Tradizionali; l’internazionalizzazione delle offerte territoriali.
All’interno del volume, inoltre, vengono affrontate per la prima volta in maniera organica e coordinata fra gli operatori del settore, anche le potenzialità di sviluppo del turismo “lento” e di tutte le sue importanti derivazioni: plein air, cicloturismo, ecoturismo, alberghi diffusi, ricettività extralberghiera, ecc..
A sorpresa scopriamo che queste risultano sempre più legate al turismo del vino, anche se aventi per tradizione target di fruitori diversi. Pensiamo solo alla distanza che vi era, un tempo, fra il camperista che amava portare tutto da casa e l’amante dell’agriturismo, che a casa lasciava ogni cosa per immergersi nella sua meta, un “territorio/vacanza”. Una divisione che riguarda il passato.
E al tempo stesso un esempio significativo per guardare con sempre più attenzione alle integrazioni di oggi fra gli ambiti turistici tradizionali - montano, culturale, sportivo, religioso – e il turismo del vino e della gastronomia tipica, a cui questi settori iniziano ad essere sempre più legati. Una tendenza che sta prendendo piede e che sta mostrando sviluppi e felici progetti di interconnessione.
Iole Piscolla
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