III Rapporto sul turismo del vino - 2003 - Mappa dell'offerta di turismi delle Città del Vino

III Rapporto sul turismo del vino - 2003 - Mappa dell'offerta di turismi delle Città del Vino


Il Terzo Rapporto sul Turismo del Vino, si propone quest’anno di analizzare la struttura e i modelli di offerta delle città facenti parte dell’Associazione. Questa scelta nasce dalla valutazione di quattro specifiche osservazioni:

- negli ultimi cinque anni, il turismo del vino è fortemente cresciuto in Italia, sia in termini di volume e “pretese” dei turisti interessati, che in relazione alla diffusione e all’arricchimento dei contenuti dell’offerta;

- sotto l’aspetto della domanda sono ormai disponibili dati e rilevazioni di fonti e origini diverse, tutt’altro che soddisfacenti sul piano della completezza e della complementarietà, ma tuttavia sufficienti per delineare schematicamente struttura, forma, entità e tendenze dei “consumatori” di questo turismo tematico;

- per quanto si riferisce all’offerta, ci sono invece molte osservazioni puntuali di casi, esperienze e situazioni locali, ma non esistono ancora lavori di sintesi, di ”mappizzazione”, di analisi valutativa e comparativa, di orientamento strategico;

- infine per quanto riguarda la conoscenza dei dati relativi ai sempre più numerosi segmenti che compongono la filiera del turismo del vino (prodotti, produttori, DOC, DOCG, IGT, enoteche, zone, itinerari, musei, strade, manifestazioni, fiere, eventi, siti web, ecc., ecc..), il panorama risulta ancora molto squilibrato: più ricco di manualistica, guide, pubblicistica specializzata ma parziale, che di inventari, valutazioni, graduatorie e confronti di sintesi.

Fare il punto su cosa rappresentino ormai le città del vino nel contesto di questo turismo tematico, costituisce perciò un contributo di grande peso specifico per la mappizzazione del processo e la definizione delle strategie prossime venture dell’intero comparto. Le 481 Città del Vino1 raggruppate nell’Associazione, non esauriscono certo il panorama dell’offerta:

- né degli aggregati urbani (borghi, paesi, città e metropoli) vocati a vario titolo a proporre turismi del vino;

- né tantomeno dei molteplici segmenti prima evocati come costituenti la filiera dei prodotti, delle occasioni e dei luoghi dei quali si alimenta e compone il turismo del vino.

E tuttavia esse costituiscono un campione consistente, stratificato e distribuito di realtà territoriali topiche del turismo del vino. Le Città del Vino (tutte le città del vino, grandi medie o bonsai, blasonate o plebee, universalmente note e citate.  A questo “anagrafico” faranno riferimento d’ora in poi i dati elaborati nel presente Rapporto ancora sconosciute ai più) svolgono infatti una insostituibile funzione di nodo strategico di smistamento dei flussi turistici del vino: portali degli itinerari rurali tra le cantine; sedi di enoteche, musei, osterie, botteghe; approdi per eventi, fiere, manifestazioni collettive.

Inoltre ognuna di esse, a vario titolo, con diversa forza e con distinto raggio territoriale di azione, esercita un ruolo di motore e di regia nella organizzazione dei fattori e nella “messa in scena” dei soggetti e dei personaggi che collettivamente propongono – territorio per territorio – l’offerta di turismi del vino. Città del Vino, dunque, come punti chiave e sensibili di una rete e di un sistema a varia scala organizzato e complesso, e perciò come unità elementari strategiche di informazione sulla struttura e sui processi evolutivi del turismo del vino.