Regione Campania: il progetto BIOWINE è OK

Regione Campania: il progetto BIOWINE è OK


CONVINTO APPREZZAMENTO, OGGI, AL PALAZZO DELLA REGIONE CAMPANIA, PER IL PROGETTO BIOWINE

Biowine rappresenta un esempio unico di coinvolgimento di diverse province in un progetto di sviluppo rurale sostenibile

Napoli, 26 Giugno 2019 - Nel salone Nassiriya della sede della Regione Campania, Giovanni Quaranta, coordinatore scientifico, ha illustrato ai componenti del Consiglio Regionale gli obiettivi e le azioni del progetto Biowine.

Sono intervenuti i sindaci dei comuni campani partner del progetto, Libero Rillo, presidente del Consorzio Sannio Tutela Vini, Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio Regionale, Maurizio Petracca e Erasmo Mortaruolo, rispettivamente presidente e vice presidente della Commissione Agricoltura, e Filippo Diasco, dell’autorità di gestione PSR Campania.

«Il progetto, – ha affermato Quaranta – che è partito nel Sannio con il coinvolgimento attivo di 4 Comuni, ha riscosso immediato successo, come dimostrato dalla successiva adesione, in pochi mesi, di ulteriori 22 Comuni, tutti interessati ad un percorso di auto-regolamentazione condivisa. Siamo certi che apporterà benefici non solo alla sostenibilità ambientale delle pratiche agricole, ma anche al valore aggiunto delle imprese dei territori coinvolti». Petracca e D’Amelio hanno unanimemente lodato l’importante lavoro di Quaranta e l’alto valore del progetto Biowine, un esempio unico in Italia in quanto capace di coinvolgere più province di differenti regioni in uno sforzo condiviso di valorizzazione territoriale. Potenzialmente un case study da estendere – su suggerimento del presidente del consorzio Rillo – anche ad altri territori attigui. Diasco ha evidenziato, inoltre, il primato della Campania quale regione italiana con migliore trend di crescita dell’export (+131% in un decennio), dato a partire dal quale porre le basi di una crescita futura. È emersa altresì la volontà di promuovere sinergie per favorire un turismo enogastronomico delle aree interne, sulla scia del modello di sviluppo dell’area del Valdobbiadene, ma calibrandolo sulle peculiarità di un territorio vocato alla qualità più che alla quantità dei prodotti vitivinicoli. «Biowine – ha concluso D’Amelio – rappresenta un primo decisivo contributo alla sfida dei prossimi anni: valorizzare le aree interne, che saranno chiamate ad esprimere tutto il loro potenziale, proprio come sarà indicato dalla programmazione Europea, che vincolerà il 5% delle risorse contro la desertificazione dei piccoli centri urbani dell’entroterra».