Dati produzione 2017 Morellino di Scansano

Dati produzione 2017 Morellino di Scansano


Nei giorni scorsi sono circolate notizie di una “produzione di Morellino nel 2017 dimezzata”. Il direttore del Consorzio del Morellino di Scansano, Alessio Durazzi, chiarisce che “la produzione di Morellino di Scansano, dai dati ufficiali di ARTEA e forniti dalla Regione Toscana (in termini di uva prodotta in quintali) ha subito un calo del 26,4%,  dato tra i più bassi dell’intera Regione. Il quantitativo in tonnellate di uva è passato infatti da 10.767 tonnellate del 2016 a 7.923 tonnellate nel 2017. Per fare alcuni raffronti all’interno della Regione Toscana: Chianti -38,8%, Chianti Classico - 25,4%, Doc Maremma Toscana - 39,4%, Vernaccia -26,2%, Montecucco Sangiovese DOCG - 35,9%, Montecucco DOC - 56,6%, Nobile di Montepulciano -29,6%”.

 “Quest’anno le uve si sono rivelate sane e dunque idonee a produrre vini di qualità, ma in quantità minore rispetto al trend degli ultimi anni” - ha spiegato il presidente, Rossano Teglielli - “La vendemmia del Morellino di Scansano 2017 ricalca il trend toscano, nonostante vi sia una certa variabilità determinata dalle diverse aree di produzione della Denominazione. La situazione si è rivelata a “macchia di leopardo”: alcune realtà non hanno avuto una grossa riduzione della raccolta, altre hanno subìto in modo importante i fenomeni ambientali e climatici”.

In linea generale sono state 3 le concause che hanno determinato il calo della raccolta di quest’anno: la siccità, che ha portato grosse complicazioni un po' dovunque nel territorio nazionale; la gelata primaverile, che ha avuto un’incidenza del 5-10%; la presenza massiccia degli ungulati nel territorio maremmano, che hanno attaccato le piante e i grappoli spinti dalla sete e dalla fame. 

Non c’è dubbio però che il problema maggiore di questa annata sia stato la siccità, a cui molte aziende hanno fatto fronte con l’irrigazione di soccorso” - ha raccontato Teglielli, presidente del Consorzio -Il Consorzio sta lavorando per poter operare sempre più come strumento collettore per poter fronteggiare queste condizioni climatiche sempre più imprevedibili”.