Vino e sentimenti

Vino e sentimenti


di ALFREDO MOTERUMISI
Ambasciatore Città del Vino 

Sandro Bacchini oltre ad essere un importante imprenditore vitivinicolo romagnolo è un grande amico delle Città del Vino, che opera a San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini.

L’origine della famiglia Bacchini si perde nella notte dei tempi, spazia tra storia e leggenda con una solida base nell’odierna realtà. Il cognome “Bacchini” non è altro che un diminutivo di “Bacco”, che Sandro ama definire “Schegge impazzite cadute nella terra dopo una deflagrazione olimpica”.

La storia della famiglia risale ad un ramo dei Bacchini di Firenze schierati nel XIII secolo con i “Ghibellini”, il cui stemma è composto da uno scudo dorato con sei sfere azzurre. La famiglia abbandonò Firenze alla fine del ‘300 e prese stabile dimora in Romagna. Fu il diciottesimo bisnonno di Sandro a scegliere le dolci e ridenti colline di questo angolo di paradiso nel Sud della Romagna.

L’odierna denominazione della splendida azienda vitivinicola che Sandro gestisce assieme al fratello minore Leo e alla figlia Nicoletta è “Tenuta Monsignore”. Il nome prende origine dal fratello del bisnonno di Sandro, Monsignore Francesco Bacchini, che nel momento in cui decise di mettersi a riposo scelse come dimora la casa padronale di campagna dell’attuale tenuta. Sandro deve aver ereditato dall’illustre antenato, docente di filosofia e teologia, una virtù essendo bravo nel riflettere sulla realtà e nello stesso tempo esercitare un intenso rapporto fra l’uomo e l’universo che esprime con un pizzico di divertente ironia come la si avverte leggendo il suo libro “Vino e Sentimenti”  edito dalla Cesenate Edizioni. 

La prefazione è opera del grande giornalista televisivo, scrittore di fama, Sergio Zavoli. Nel libro Sandro esprime la sua importante sapienza sul mondo del vino e su ciò che esso comunica. Ricorda che nel testo di enologia dove ha appreso le prime nozioni, il vino era definito una “bevanda” alimento, frutto della fermentazione del mosto ricavato dall’uva. Mentre da sempre Sandro sostiene che questa definizione era forse valida cinquanta anni fa, ma ora non lo è più. L’evoluzione tecnico-fisica produttiva ha consentito di migliorare qualitativamente il vino, e soprattutto è cambiato il motivo per il quale il vino viene bevuto.

Il libro spiega l’evoluzione storica, l’emancipazione dell’uomo, il ruolo del vino che da “alimento” si è trasformato in un “elemento” emozionale attraverso il quale poter narrare la storia, raccontare la tradizione, gli usi e i costumi di un popolo, in pratica il “Genius Loci”, molto utile nel turismo moderno. Sandro scrive in maniera magistrale che un buon vino, o meglio una bottiglia di vino buono, raffigura uno “status simbol”.

Una bella emozione in genere è provocata dalle intrinseche caratteristiche del vino. La vita non è altro che una somma di emozioni vissute nel presente, nel ricordo del passato e sulle incognite che riserva il futuro. Il libro è molto gradevole, insegna tante cose belle sul vino, essenza di vita espressa da una sostanza naturale che sembra diffondere l’eterna felicità.